Cerca e trova immobili
Svizzera
CSt: nessuna pubblicità alcool in tivù e radio
Redazione
17 anni fa

Il consiglio degli Stati non ne vuole sapere di liberalizzare la pubblicità per birra e vino su radio e TV. A differenza del Consiglio nazionale, la maggioranza della Camera ha seguito per 21 voti a 19 la propria commissione. Il dossier torna alla camera del popolo. Attualmente, la regolamentazione vieta le pubblicità per l'alcool sugli schermi della SSR, delle televisioni che diffondono su scala nazionale o linguistica e nei programmi stranieri che diffondono in Svizzera finestre pubblicitarie speciali. I diffusori locali sono invece autorizzati da due anni a pubblicizzare birra e vino. Con la decisione odierna degli Stati, anche questa possibilità verrebbe meno. Il Consiglio nazionale si era deciso a liberalizzare il settore. Questa nuova legislazione dovrebbe porre fine alla vertenza che oppone Berna a Bruxelles. Affinché la Svizzera possa continuare a partecipare al programma europeo di promozione del cinema (MEDIA), l'Unione europea (Ue) pretende infatti che la Confederazione applichi la direttiva "Televisione senza frontiere". Questo testo sottopone le finestre pubblicitarie speciali diffuse in Svizzera dalle reti televisive straniere unicamente alla legislazione del loro paese d'origine. Costretto dal parlamento a rinegoziare, il Consiglio federale ha ottenuto che la Svizzera possa continuare a imporre le proprie regole, ma soltanto se queste ultime sono proporzionate, non discriminatorie e se rientrano nell'interesse pubblico. Questa clausola sarebbe valida per le pubblicità religiose e politiche, nonché per quelle di superalcolici e alcopop - mai autorizzate in Svizzera - ma non per quelle di vino e birra. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata