Cerca e trova immobili
Svizzera
CSt: nazionalità o religione sospetti non deve essere taciuta
Redazione
14 anni fa

I media e le autorità non devono chiedere l'autorizzazione di una persona coinvolta in un delitto penale per menzionare la sua nazionalità, la sua origine o la sua religione. Il Consiglio degli Stati ha respinto oggi la proposta di incaricare il governo di studiare la questione. L'idea era contenuta in una petizione della sessione dei giovani alla quale i "senatori", con 31 voti contro 10, hanno deciso di non dare seguito. L'informazione diffusa dai media è obiettiva, il fatto che contenga dati personali non arreca pregiudizio alla dignità umana e non costituisce quindi una discriminazione razziale, ha sostenuto con successo la maggioranza. Anzi, tacere questo tipo di informazioni potrebbe in taluni casi ostacolare inchieste o procedure. A nome della commissione, Anne Seydoux (PPD/JU) ha inoltre ricordato che la dichiarazione dei diritti e dei doveri del giornalista invita i professionisti del mestiere a pesare gli interessi tra il valore informativo e il pericolo di una discriminazione. Tali raccomandazioni non sono vincolanti, ha criticato invano Géraldine Savary (PS/VD). "Le cose stanno cambiando. Assistiamo sempre più a una messa in scena della nazionalità, della religione e dell'orientamento sessuale delle persone legate a una vicenda penale". Una minoranza di sinistra avrebbe quindi preferito rinviare la petizione in commissione al fine di elaborare un postulato che incaricasse il Consiglio federale di esaminare la questione. Si sarebbe trattato di regolare la trasmissione di informazioni date dalle autorità e non di limitare la libertà dei media. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata