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Svizzera
CSt: moratoria asilo inefficace e dannosa per nostra reputazione
Redazione
11 anni fa

In questo drammatico frangente, il Paese più ricco del mondo non può chiudere le frontiere in faccia ai profughi, rischiando una figuraccia a livello internazionale. È quanto pensa il Consiglio degli Stati della mozione inoltrata dal senatore Peter Föhn (UDC/SZ), con cui quest'ultimo chiedeva una moratoria di un anno del diritto d'asilo. Vista l'ostilità in aula e lo scarso, per non dire nullo, sostegno al suo atto parlamentare, il deputato svittese ha preferito ritirare il proprio atto parlamentare. Per la maggioranza dei "senatori", una simile misura sarebbe contraria alla tradizione umanitaria elvetica e inefficace. Ieri sera, nell'ambito di una sessione straordinaria, il Nazionale aveva già bocciato una mozione simile dell'UDC. Per la maggioranza dei "senatori", sospendere per un anno il diritto d'asilo e chiudere le frontiere anche con l'impiego di soldati, è "inumano", contrario alla tradizione umanitaria elvetica e inefficace, come dimostra quanto sta accadendo in Ungheria. "Chi fugge dalla miseria e dalla guerra non si lascerà intimorire dai manganelli e dal filo spinato", ha dichiarato Anita Fetz (PS/BS). Per Robert Cramer (Verdi/GE), "la barca non è affatto piena" come qualcuno vorrebbe farci credere. Il "senatore" ecologista ha ricordato i tempi della guerra nel Kosovo a metà anni '90, quando la Svizzera accolse un numero importante di profughi. "Nonostante ciò - ha aggiunto Cramer - fu possibile trovare alloggi per tutti". Se oggi queste strutture non ci sono più la colpa è della politica, e in particolare dell'ex consigliere federale UDC Christoph Blocher, che ha deciso di smantellare molte di queste infrastrutture d'accoglienza.

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