
La Svizzera deve costituire una riserva di bilancio per attenuare lo "choc" dei contadini in caso di un eventuale accordo di libero scambio agricolo con l'Unione europea. A differenza del Nazionale, il Consiglio degli Stati ha deciso oggi, a larga maggioranza, di mettere da parte 400-500 milioni all'anno come proposto dal governo. Dopo essere entrata in materia tacitamente, la camera dei cantoni ha preso tale decisione con 28 voti contro 4. I deputati intendono in tal modo dare "un segnale politico forte" per mostrare che prendono sul serio le preoccupazioni degli agricoltori, confrontati non solo con l'apertura dei mercati, ma anche con riforme interne, ad esempio in materia di pagamenti diretti. Stando alla proposta del Consiglio federale, la riserva di bilancio dovrebbe essere costituita fino al 2016 coi proventi dei dazi doganali sui prodotti agricoli e alimentari. I fondi verrebbero messi a disposizione dei contadini e dell'industria dal momento in cui dovessero essere approvati, in ambito agricolo, un accordo di libero scambio con l'Ue o una liberalizzazione nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio. Tocca ora al Nazionale pronunciarsi di nuovo: nella sessione estiva la Camera del popolo si era rifiutata di entrata in materia con 111 voti contro 60. In quell'occasione la destra si era opposta a un'ulteriore liberalizzazione, mentre la sinistra non voleva mettere a disposizione mezzi finanziari la cui destinazione non è ancora stata definita con precisione. ATS
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