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Svizzera
CSt: libera circolazione, inasprite misure accompagnamento
Redazione
14 anni fa

Referendum permettendo, i provvedimenti per contrastare gli abusi nel mercato del lavoro saranno inaspriti. Affrontando questo argomento, Il Consiglio degli Stati ha eliminato oggi le ultime divergenze col Nazionale in merito alle modifiche delle norme che regolano la libera circolazione delle persone con l'Unione europea. La Camera dei cantoni ha rinunciato a imporre un divieto di operare in Svizzera per un periodo da uno a cinque anni a quelle imprese che non avessero pagato una multa amministrativa. Tale provvedimento avrebbe rischiato di colpire anche le società elvetiche, un'eventualità non gradita alla maggioranza. L'esclusione dal mercato riguarderà quindi le imprese che praticano un dumping salariale sistematico nei confronti dei loro dipendenti. Queste aziende rischiano una multa fino a 40'000 franchi. Anche le ditte elvetiche che corrispondono salari inferiori a quanto stabilito nei Contratti collettivi di lavoro (CCL) potranno essere sanzionate. Finora, eventuali punizioni erano previste solo per le società estere con lavoratori distaccati in Svizzera. In caso di necessità, le autorità potranno decidere la sospensione dei lavori. Anche la procedura in caso di violazione dei CCL sarà agevolata. Circa le sanzioni amministrative, quest'ultime potranno arrivare fino a 5000 franchi, una somma che alcuni "senatori" hanno giudicato tutto sommato ancora troppo bassa. Ma l'idea di fissare quale parametro per una sanzione il 10% del volume d'affari del mandato è stata bocciata. La nuova normativa prevede anche i subappaltanti si impegnino per iscritto a rispettare le disposizioni legali in vigore nel settore e i CCL dichiarati di forza obbligatoria. Questo giro di vite risponde a un incremento dei casi di dumping salariale registrati nella Confederazione negli ultimi anni e per porre un freno al fenomeno dei "falsi" indipendenti. Le Camere non hanno voluto che le imprese svizzere si facessero garanti obbligatoriamente per i salari e le condizioni di lavoro praticate da subappaltanti europei. I due rami del parlamento hanno preferito soprassedere nell'attesa del rapporto promesso dal ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann per il prossimo agosto, piuttosto che legiferare. ATS

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