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Svizzera
CSt: iniziativa "alimenti equi" va respinta
Redazione
9 anni fa

L'iniziativa popolare "Per alimenti equi" dei Verdi è inutile, di difficile se non impossibile applicazione e contraria agli accordi commerciali internazionali sottoscritti dalla Confederazione. Per tutti questi motivi, il Consiglio degli Stati, come già il Nazionale, ha raccomandato oggi a popolo e Cantoni di respingerla, decidendo anche di non opporle un controprogetto. L'iniziativa dei Verdi intende promuovere la produzione di cibo - il 50% importato dall'estero, n.d.r. - proveniente da un'agricoltura rispettosa dell'ambiente, della protezione degli animali e di condizioni di lavoro eque. Il testo mira in particolare a ridurre le ripercussioni sull'ambiente del trasporto e del deposito, oltre che lo spreco di alimenti. L'iniziativa ha beneficiato del sostegno del campo rosso-verde, mentre tutti gli altri partiti si sono detti contrari. Al voto, il testo di modifica costituzionale è stato respinto per 32 voti a 3 e 9 astenuti. Il controprogetto diretto, ossia a livello costituzionale, non ha avuto miglior fortuna, venendo bocciato per 31 voti a 13. Questo testo era assai più blando dell'iniziativa, ossia meno vincolante. Per diversi esponenti di PLR, UDC e PPD, spalleggiati in aula dal consigliere federale Alain Berset, l'iniziativa si pone senz'altro obiettivi lodevoli, ma le risposte che fornisce sono sbagliate e va troppo lontano. Oltre a cozzare con gli impegni sottoscritti dalla Confederazione in seno all'organizzazione mondiale del commercio e con l'Unione europea, per la maggioranza del plenum l'iniziativa è inapplicabile poiché vuole imporre agli Stati esteri gli standard elvetici in materia di protezione degli animali e di produzione dei prodotti agricoli. Tuttavia, nulla viene detto su come controllare che determinate esigenze vengano rispettate dai produttori stranieri. L'iniziativa farebbe aumentare i prezzi penalizzando i consumatori svizzeri e i produttori indigeni, che farebbero più fatica ad esportare. Inoltre, l'iniziativa, se accolta, non farebbe che incitare il turismo degli acquisti. I controlli alle frontiere rischierebbero inoltre di tradursi in una specie di mostro burocratico dispendioso e poco efficiente. Secondo gli oppositori, inoltre, molti degli obiettivi che si pone l'iniziativa sono in parte adempiuti dal nuovo articolo costituzionale riguardante la sicurezza alimentare. Per i fautori dell'iniziativa, o almeno del controprogetto, come Robert Cramer (Verdi/GE) e Roberto Zanetti (PS/SO), l'iniziativa ha invece il pregio di proteggere i contadini svizzeri dalla concorrenza sleale praticata all'estero, dove sovente non vengono rispettati standard ecologici minimi. Cramer ha rammentato le condizioni di lavoro inaccettabili che vigono nel Sud della Spagna, tra i maggiori produttori di pomodori. L'iniziativa è stata lanciata proprio sull'onda dell'indignazione suscitata da una trasmissione riguardante questo tipo di produzione. Per Zanetti, l'iniziativa risponde a un'esigenza di una parte crescente della popolazione che predilige sempre più prodotti locali, a chilometro zero, ottenuti con metodi rispettosi dell'ambiente, degli animali e dei lavoratori. Durante il suo intervento, il ministro Alain Berset ha sottolineato che molti degli obiettivi che si pone l'iniziativa fanno già parte della strategia elvetica in materia di produzione sostenibile di derrate alimentari e protezione degli animali, strategia perseguita non solo in Svizzera, ma anche a livello internazionale. L'iniziativa è solo quindi un doppione inutile che potrebbe crearci problemi a livello internazionale, ha messo in guardia il consigliere federale friburghese. Il dossier ritorna alla Camera del popolo per una divergenza a livello redazionale riguardante il testo in italiano dell'iniziativa popolare.

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