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Svizzera
CSt: impiego esercito in appoggio a autorità civili non va limitato
Redazione
14 anni fa

Qualora fosse necessario, l'esercito dovrebbe poter appoggiare le polizie di Zurigo, Berna, Vaud e Ginevra anche dopo il 2015. Nonostante la volontà opposta espressa più volte dal Nazionale, il Consiglio degli Stati ha mantenuto la propria posizione: l'impiego delle truppe per missioni di sicurezza interna non va limitato nel tempo. Le due Camere sono d'accordo su una proroga di tre anni per proteggere le rappresentanze diplomatiche straniere e lo spazio aereo. Tuttavia al Nazionale un'alleanza tra sinistra e UDC è riuscita a far passare che si tratta dell'ultimo impiego del genere per l'esercito. A loro avviso, spetta ai cantoni prendere le loro responsabilità e sbloccare gli effettivi di polizia necessari. Dal canto loro, i "senatori" hanno ribadito tacitamente che le forze armate possono continuare a proteggere le ambasciate e lo spazio aereo anche dopo il 31 dicembre 2015. A detta dei consiglieri agli Stati, la situazione in materia di politica di sicurezza può cambiare in qualsiasi momento. Occorre quindi lasciare aperta la possibilità di prolungare l'impiego delle truppe. La Camera dei cantoni ha tuttavia deciso di ridurre gli effettivi destinati a questi compiti. Per quanto riguarda la protezione delle rappresentanze diplomatiche, il numero di militari sarà gradualmente ridotto da 125 a 80 tra il 2013 e il 2014 e, se possibile, ancora ridotto nel 2015. Caleranno le spese per la Confederazione, da 38,78 a 38,36 milioni di franchi, mentre cresceranno quelle per i cantoni, da 2,54 a 3,13 milioni. Per garantire la sicurezza nel traffico aereo, il numero di Air Marshall - agenti dell'aria - sarà dimezzato e passerà dagli attuali 20 a 10 al massimo nei prossimi due anni. Anche gli effettivi dell'aviazione impiegati sui jet militari (i vecchi Tiger) dovrebbero passare da 20 a 10 al massimo. Inoltre, l'impiego del personale di terra per la sicurezza aerea (fox) dovrebbe cessare già quest'anno. ATS

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