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Svizzera
CSt: fallimenti, sì a responsabilità solidale dei proprietari
Redazione
13 anni fa

L'ex datore di lavoro e il nuovo proprietario di un'impresa insolvente dovrebbero accollarsi i debiti derivanti dai salari non pagati nei confronti del personale. Nonostante l'opposizione del Nazionale, il Consiglio degli Stati ha ribadito oggi con 23 voti contro 17 l'intenzione di mantenere quest'obbligo nella legge federale sull'esecuzione e fallimento allo scopo di facilitare il risanamento delle imprese in crisi. Quest'ultimo aspetto della revisione - ispiratasi al tracollo di Swissair - è ormai l'ultimo ostacolo di peso tra i due Consigli. Nel corso dei dibattiti, le Camere hanno deciso di obbligare le società con almeno 250 collaboratori che procedono a licenziamenti collettivi (ossia oltre 30 dipendenti) a mettere a punto un piano sociale. In cambio, coloro che decidono di subentrare quali nuovi proprietari non dovrebbero più essere obbligati a riprendere l'intero organico. La maggioranza borghese della Camera del popolo vorrebbe andare oltre, eliminando l'obbligo vigente per l'ex datore di lavoro e il nuovo acquirente di rispondere in modo solidale dei vecchi debiti - leggi salari - nei confronti degli impiegati antecedenti il cambio di proprietà. Per Robert Cramer (Verdi/GE), invece, una simile soluzione rimetterebbe in forse l'equilibrio del progetto. Attualmente, ha spiegato senza però convincere la maggioranza dei colleghi, l'assicurazione disoccupazione versa quattro mesi di salario in caso di fallimento. La soppressione della responsabilità solidale impedirebbe alla cassa di farsi rimborsare dal nuovo proprietario. "Sarebbe quindi la collettività a pagare la fattura", ha sottolineato invano la consigliera federale Simonetta Sommaruga. Il dossier torna quindi al Nazionale. ATS

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