
Entro il 2035, la produzione interna media di elettricità (senza l'idroelettrico) proveniente da fonti energetiche rinnovabili, dovrebbe raggiungere gli 11'400 GWh. Si tratta di un valore inferiore a quanto deciso dal Consiglio nazionale e proposto dal Consiglio federale (14'500 GWh) nel suo progetto. Lo ha deciso stasera il Consiglio degli Stati per 27 voti a 16 durante l'esame della Strategia energetica 2050. Il plenum ha seguito la raccomandazione della sua commissione, senz'altro meno ambiziosa rispetto al Nazionale. Il plenum ha respinto sia una proposta della "senatrice" Pascale Bruderer (PS/AG) volta a confermare in toto gli obiettivi fissati dalla Camera del popolo, sia l'idea di stralciare (32 voti a 11) questa sezione dalla Legge sull'energia come richiesto da Georges Theiler (PLR/LU). Stando al consigliere agli Stati lucernese, iscrivere nero su bianco nella legge obiettivi di produzione è un esercizio di pura speculazione. "Non è possibile, per esempio, conoscere in anticipo per scadenze così lunghe l'evoluzione demografica del Paese, per non parlare poi di altri parametri", ha sottolineato Theiler. A detta del "senatore" PLR, simili proiezioni rischiano di rivelarsi mere illusioni, come già accaduto con la cifra massima di passaggi di camion (650 mila l'anno) sotto le Alpi svizzere fissata per legge. Come noto, tale obiettivo non verrà rispettato in vista dell'apertura della Galleria di base del San Gottardo nel 2020. Gli obiettivi per il 2020 - 4'400 GWh - sono rimasti invariati.
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