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Svizzera
CSt: discussa riforma su società anonime e retribuzioni abusive
Redazione
17 anni fa

Una riforma di ampio respiro per rafforzare il potere degli azionisti e migliorare la trasparenza: la revisione del diritto delle società anonime e del diritto contabile è stata oggetto stamani di un lungo dibattitto al Consiglio degli Stati. I senatori hanno in particolare deliberato su un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare contro le retribuzioni abusive. Le decisioni in merito saranno però prese soltanto domani. L'iniziativa popolare depositata nel febbraio del 2008 e promossa dall'imprenditore sciaffusano Thomas Minder aveva indotto il Consiglio federale a completare la riforma preparata in precedenza dall'ex ministro Christoph Blocher. Il governo intende sfruttare la revisione per elaborare un controprogetto indiretto attraverso una modifica del Codice delle obbligazioni. L'entrata in materia da parte del Consiglio degli Stati era scontata, considerato il forte malumore popolare suscitato dai bonus in tempo di crisi. "La revisione del diritto della società anonima si è resa necessaria a causa di coloro che hanno abdicato a ogni morale", ha affermato Claude Janiak (PS/BL) a nome della commissione degli affari giuridici. Non è vero - ha aggiunto - che le persone molto qualificate si attirano soltanto con laute promesse finanziarie. "L'ultima riforma del diritto della società anonima è durata 27 anni", ha ricordato Géraldine Savary (PS/VD). "L'attuale revisione è estremamente urgente" - ha aggiunto - "perché bisogna ristabilire la fiducia e riconciliare la popolazione con l'economia". La sinistra e This Jenny (UDC/GL) hanno sostenuto, seppur con alcune riserve, l'iniziativa popolare: essa esige che gli azionisti votino ogni anno la somma delle retribuzioni dei membri del consiglio d'amministrazione, della direzione e del comitato consultivo. L'iniziativa vuole poi tagliar corto con le "liquidazioni dorate". Una maggioranza della Camera dei cantoni ha riconosciuto che alle urne la proposta di modifica costituzionale avrebbe buone possibilità di successo. I partiti borghesi hanno però messo in guardia contro una regolamentazione eccessiva. Nel contempo sono state propugnate alcune misure non direttamente legate all'iniziativa. Contro il parere del governo e con 18 voti contro 14, il Consiglio degli Stati si è così espresso a favore di una maggiore rappresentatività dell'azionariato. In particolare si tratta di non perdere il voto degli azionisti non iscritti nel registro, ma di permettere al depositario dell'azione - per esempio la banca - di votare. Secondo Rolf Schweiger (PLR/ZG), con il 12% dei diritti di voto è attualmente possibile, in taluni casi, controllare una società. "Tale situazione è fonte di insoddisfazione", ha esclamato. La maggioranza borghese ha inoltre bocciato, con 26 voti contro 10, l'abolizione dell'azione al portatore. Una proposta in tal senso della socialista Savary è stata motivata con la crescente pressione internazionale intesa a combattere il riciclaggio di denaro sporco. Anche la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf si è pronunciata per il mantenimento dell'azione al portatore, sebbene in un primo tempo il governo ne avesse sostenuta la soppressione. "La revisione del Codice delle obbligazioni - ha osservato la ministra - consente una trasformazione agevolata delle azioni al portatore in nominative". Domani la Camera dei cantoni proseguirà l'esame del testo legislativo, che dovrà essere portato a termine ancora in questa sessione, ha auspicato il presidente del Consiglio degli Stati Alain Berset (PS/FR). In precedenza la commissione degli affari giuridici aveva invitato il plenum a respingere l'iniziativa popolare e a formulare un controprogetto indiretto. La commissione chiede in particolare più trasparenza sui salari dei manager attraverso l'obbligo di pubblicare la retribuzione di ogni membro della direzione dell'azienda. Le indennità degli organi dirigenti dovrebbero inoltre essere fissate non soltanto sulla base della situazione economica dell'impresa, ma anche della sua

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