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Svizzera
CSt: centrali a gas, nessuna compensazione CO2 all'estero
Redazione
16 anni fa

Le centrali a gas non dovrebbero poter compensare all'estero le emissioni di CO2. Lo ha deciso oggi a sorpresa per 20 voti a 17 il Consiglio degli Stati, secondo cui tale compensazione andrebbe eseguita completamente all'interno del Paese. Stando al relatore della commissione Rolf Schweiger (PLR/ZG), questa decisione rende di fatto impossibile la realizzazione di simili impianti in Svizzera. Con quest'ultima misura il governo voleva garantire l'approvvigionamento energetico e la realizzazione di nuovi impianti. La soluzione provvisoria è nella centrali a gas a ciclo combinato. Stando al relatore della commissione Rolf Schweiger (PLR/ZG), la decisione di compensare totalmente in Svizzera le emissioni di anidride carbonica rende di fatto impossibile la realizzazione di grossi impianti nel nostro Paese. "Non vogliamo le centrali a gas, né nuovi impianti atomici, e nemmeno penuria di elettricità", ha commentato sardonicamente durante il dibattito Konrad Graber (PPD/LU). Il Consiglio federale voleva permettere a questi impianti di compensare fino al 50% delle emissioni all'estero. La commissione preparatoria proponeva di attenersi alle disposizioni attuali che prevedono un limite del 30% di compensazione all'estero. L'ecologista ginevrino Robert Cramer ha difeso la compensazione integrale in Svizzera. "Non vi è ragione alcuna per privilegiare il gas", ha spiegato, precisando che si tratta di proteggere l'ambiente mediante il sostegno alle energie rinnovabili e favorendo un migliore isolamento degli edifici. A suo dire, inoltre, il sostegno all'economia è favorito dalla compensazione integrale in Svizzera. In seguito la Camera dei cantoni ha voluto limitare il numero di questo impianti. In futuro potrà essere permessa tutt'al più la realizzazione di centrali da 500 Megawatt/h. ATS

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