
La Svizzera deve fare di più per l'aiuto allo sviluppo. Con 25 voti a 14, la camera dei cantoni ha incaricato oggi il Consiglio federale di presentare nel 2009 un credito-quadro supplementare affinché la quota di sostegno ai paesi poveri raggiunta lo 0,5% del Prodotto nazionale lordo (PNL) entro il 2015. Su questa decisione dovrà pronunciarsi ancora il Nazionale. Nella discussione odierna, che riprendeva il dibattito incominciato ieri, nessuno ha contestato il credito di 5,3 miliardi per il periodo 2009-12: 800 milioni sono riservati alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), il resto - 4,5 mia, ossia 300 milioni in più di adesso - è destinato alla Direzione dello sviluppo e cooperazione (DSC). Il credito di 4,5 miliardi è stato approvato per 31 voti a 3. Con 29 voti a 6, la camera ha poi dato il suo via libera al credito di 800 milioni per la SECO. Con queste decisioni, dal 2010 la quota elvetica all'aiuto allo sviluppo salirà allo 0,4% del PNL, contro lo 0,37% di adesso. Ma agli Stati ciò non basta. Per questo, nonostante le perplessità sul finanziamento espresse da Bruno Frick (PPD/SZ), la maggioranza dei "senatori" ha chiesto al governo di presentare un messaggio per un ulteriore aumento dei mezzi. "Il mandato conferito al Consiglio federale ha il merito di mettere ognuno di noi di fronte alle proprie responsabilità dopo che la Svizzera ha promesso all'ONU che avrebbe fatto uno sforzo finanziario maggiore", ha detto il "senatore" ticinese Dick Marty (PLR) a nome della commissione di politica estera di cui è presidente. Col messaggio del 2009, ha precisato, "il governo avrà eventualmente anche l'occasione di spiegare perché un ulteriore incremento dei crediti non sia possibile". Nel corso della discussione, gli Stati si sono inoltre distanziati dal Nazionale respingendo l'idea di limitare l'aiuto multilalerale al 40% del totale del credito (43% oggi). "Tale limitazione significa 272 milioni in meno destinati alle organizzazioni internazionali se non si aumentano i mezzi globali", ha messo in guardia la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey. ATS
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