
I crediti per l'aiuto allo sviluppo nel periodo 2009-2012 dovranno ammontare ad almeno 5,3 miliardi di franchi. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati che ha respinto l'idea, per 24 voti a 12, di rinviare il dossier alla propria commissione per un eventuale aumento dei contributi della Confederazione allo 0,5% del Prodotto nazionale lordo entro il 2015. Nessuno ha contestato la proposta di attribuire 4,5 miliardi in favore della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e 800 milioni di franchi per la Segreteria di Stato dell'economica (SECO). Con questo credito complessivo di 5,3 miliardi, a partire dal 2010 la Svizzera attribuirebbe all'aiuto allo sviluppo lo 0,4% del Prodotto nazionale lordo (PNL), contro lo 0,37% di adesso. La Camera dei cantoni si è invece divisa sull'opportunità di andare oltre. La maggioranza della commissione ritiene che si debba fare di più: il Consiglio federale dovrebbe presentare nel 2009 un credito-quadro complementare che permetta di raggiungere lo 0,5 del PNL entro il 2015. Questa possibilità è stata sostenuta in particolare dal campo rosso-verde. A nome della commissione della finanze Bruno Frick (PPD/SZ) ha chiesto il rinvio di tutto il dossier per studiare nei particolari le conseguenze di tale maggiori uscite. In particolare, ha detto Frick, bisogna sapere se l'aumento dei crediti chiesti dalla commissione è conforme al freno all'indebitamento. Ma la maggioranza ha deciso altrimenti. ATS
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