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Svizzera
CS-UBS, per la stampa "una domenica di vergogna" per la Svizzera
© Shutterstock
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3 anni fa
Da "spreco sociale" a "schiaffo all'orgoglio", passando per "scandalo storico": sono decisamente critiche le voci che si levano dalla stampa svizzera dopo la notizia dell'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS.

"L'acquisizione della vergogna", "scandalo storico", "giornata disastrosa": questa mattina la stampa non le ha mandate a dire riguardo all'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS. La fusione non sarà senza conseguenze per la piazza finanziaria elvetica che, dopo troppi errori, subisce un duro colpo al proprio orgoglio, stimano i giornali.

"Schiaffo all'orgoglio"

"È uno spreco sociale, economico e una vergogna politica per dei dirigenti troppo lenti ad agire", scrive nel suo editoriale il capo della rubrica economica di Tribune de Genève e 24 Heures, Pierre Veya. Le autorità ci hanno messo troppo, a suo dire, a capire che "gli squali del mondo anglosassone" avrebbero imposto soluzioni radicali. Troppi errori, tergiversazioni, mezze verità e goffaggine hanno avuto la meglio su un istituto leggendario, che ha perso la sola qualità non negoziabile per una banca: la fiducia, ha proseguito. Risultato: la Svizzera si ritrova oggi più piccola e torna a una sorta di normalità bancaria. "Non è la fine della storia, relativizziamo, ma uno schiaffo al suo orgoglio". Secondo Le Temps le autorità, ebbre di fiducia, non hanno dato seguito alle domande di estrazione della parte svizzera dell'attività, chiesta anche dagli azionisti. "L'attendismo" del quale hanno dato prova le autorità ha infine affossato Credit Suisse che "decisamente" non avrebbe dovuto cadere, deplora il quotidiano.

Attesi "effetti collaterali"

"La Svizzera ha dormito troppo a lungo mentre Credit Suisse scivolava verso la rovina", rincara la dose il Blick. Il quotidiano si sorprende che le autorità, ma anche le altre banche, non abbiano reagito prima, forzando i protagonisti di questa débâcle a inventarsi una soluzione d'emergenza. Per le testate di lingua tedesca del gruppo Tamedia si tratta semplicemente di uno "scandalo storico". Confederazione, Finma e BNS si sono fatti schiacciare i piedi da UBS. Quest'ultima raccoglie tutti i benefici mentre clienti e collaboratori pagano il prezzo, si legge. Le misure prese dalla Confederazione gravano poi con un rischio di 9 miliardi sulle spalle dei contribuenti. Bisogna attendersi "effetti collaterali", conferma la Neue Zürcher Zeitung (NZZ), che descrive un giorno nero per la piazza finanziaria elvetica e i suoi numerosi impiegati. "La Svizzera si è certamente sbarazzata di una banca zombie - prosegue il giornale - ma si risveglia oggi con una banca mostro". Mostro perché il bilancio totale di UBS è ormai quasi due volte più importante delle prestazioni economiche raggiunte in Svizzera.

"Un film già visto"

Fra i quotidiani ticinesi, il Corriere del Ticino sottolinea che ancora una volta, come in un sequel di un film già visto quindici anni fa, l'intervento decisivo è quello della mano pubblica. Nell'editoriale, firmato da Generoso Chiaradonna, Credit Suisse viene descritto come un "rottame radioattivo" che avrebbe potuto causare danni ancora peggiori se lasciato alle intemperie del mercato. Per il quotidiano La Regione quella appena trascorsa è stata "una domenica bestiale". Nel suo editoriale Franco Zantonelli rimarca come, dopo gli ultimi due esercizi in rosso della banca e la perdita di valore del titolo del 70% in un anno, "scopriamo che Credit Suisse si trovava sull'orlo del baratro da tempo, ma che c'è voluta un'incauta affermazione mercoledì scorso del principale azionista, il presidente di Saudi National Bank, perché chi doveva vigilare si allertasse. Lo stesso Consiglio federale ha dichiarato di aver iniziato a predisporre il salvataggio l'indomani. Fa specie sentire parlare di danno di fiducia, di terremoto sui mercati, quando i rimedi arrivano, quando arrivano, sempre sul filo di lana". 

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