
Alcuni Paesi hanno chiamato in causa la Svizzera in seguito alle rivelazioni di spionaggio di numerosi Stati da parte dei servizi segreti tedeschi e americani tramite la società di Zugo Crypto. Lo ha indicato oggi un portavoce del Dipartimento federale della difesa (DDPS) ai giornali del gruppo Tamedia. Ci sono state "poche reazioni da parte di paesi terzi nei confronti della Svizzera", ha detto il portavoce, citato nell'articolo. Il DDPS, non ha fornito ulteriori dettagli a Keystone-ATS, limitandosi a dire che il numero è finora "molto piccolo". Non è quindi chiaro quali Paesi siano intervenuti e quali siano state esattamente le loro reazioni.
Secondo i giornali, l'Iran, governi sudamericani, così come l'India e il Pakistan, erano tra i Paesi spiati. La settimana scorsa il portavoce del Consiglio federale André Simonazzi aveva riferito di non aver ricevuto alcuna reazione da parte degli Stati potenzialmente presi di mira dallo spionaggio. La CIA e i servizi segreti tedeschi (BND) avrebbero per decenni intercettato migliaia di documenti da più di 100 Paesi utilizzando dispositivi di criptaggio della società Crypto. A quanto risulta diversi governi si sono affidati alla società di Zugo per criptare le loro comunicazioni, ignorando che la società era di proprietà della CIA e del BND e che questi ne manipolavano la tecnologia per decodificarne le informazioni.
Stando alle ricerche condotte dai cronisti della televisione svizzero tedesca SRF, della tivù germanica ZDF e del quotidiano americano Washington Post, nel 1970 la Crypto sarebbe stata infatti acquistata da CIA e BND attraverso una fondazione in Liechtenstein: in tal modo gli 007 hanno potuto avere accesso ai messaggi cifrati che, tramite gli apparecchi prodotti dall'azienda, venivano scambiati fra le autorità di vari Paesi. Si parla di centinaia di migliaia di comunicazioni fra organi governativi, ambasciate e unità militari. La collaborazione con i servizi segreti, per l'azienda leader nel suo campo, sarebbe stata anche anteriore gli anni 70. Sempre secondo le ricerche, BND ha lasciato l'operazione nel 1993, ma gli Stati Uniti hanno proseguito almeno sino al 2018.
Secondo le ricerche le autorità svizzere sarebbero state al corrente dello spionaggio, ciò che diversi ex consiglieri federali hanno recentemente negato. Il 15 gennaio il Consiglio federale ha incaricato l'ex giudice federale Niklaus Oberholzer di chiarire la questione. Il suo rapporto sarà presentato entro fine giugno.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

