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Svizzera
Croce Rossa svizzera: razzismo e discriminazione nella sanità
Redazione
18 anni fa

Il razzismo e la discriminazione sono presenti anche negli ospedali e nella previdenza professionale; colpiscono gli stranieri, le persone anziane e gli andicappati. Per rompere il silenzio attorno a tali atteggiamenti, la Croce Rossa Svizzera (CRS) ha dedicato a questo tema la sua conferenza nazionale, svoltasi oggi a Berna. Sia i pazienti che i dipendenti degli ospedali sono vittime di episodi di discrminazione. A causa della loro nazionalità, della lingua, dell'età, del sesso o della religione vengono rigettati o ricevono trattamenti penalizzanti, si afferma in un comunicato della CRS. Gli autori spesso non sono coscienti della portata dei loro atti e le vittime non osano parlarne. Quando poi la discriminazione è saldamente ancorata nelle pratiche, le persone colpite non se ne accorgono nemmeno più. Per sensibilizzare i datori di lavoro e il personale a questa tematica è stato messo a punto il manuale "Rassistische Diskriminierung im Spital verhindern" (Prevenire la discriminazione razionale nell'ambiente ospedaliero). L'opuscolo, prima pubblicazione che parla apertamente di questo problema, propone metodi di azione concreti, insegna come identificare i comportamenti discriminatori e combatterli. Per lottare contro il razzismo la Croce Rossa intende puntare anche sui giovani. In collaborazione con il delegato all'integrazione friburghese e le scuole del cantone ha lanciato un progetto destinato agli adolescenti dai 15 anni in su. Grazie al fumetto"Moi,raciste!?" (Io razzista?), che illustra i vari tipi di discriminazionale in base al sesso, all'età, alla religione, all'orientazione sessuale, all'origine etnica, gli allievi delle scuole professionali e dei licei vengono resi attenti a questi comportamenti. ATS

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