
La commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale è assai scontenta del nuovo accordo con la Francia sulla tassazione delle eredità. In futuro, stando a questo testo, gli eredi residenti nell'Esagono di cittadini francesi domiciliati in Svizzera rischiano di dover pagare le tasse sulla successione alle autorità fiscali di Parigi a partire dal 2014. È meglio la denuncia dell'accordo attuale che un'intesa del genere, secondo la commissione. I particolari dell'accordo non sono ancora noti. Nelle settimane scorse, quando questo aspetto dell'intesa negoziata tra Parigi e Berna è diventato di pubblico dominio, sono piovute critiche, soprattutto dalla Romandia, dove risiedono 100 mila francesi. Si è parlato si un duro colpo alla sovranità fiscale elvetica. L'accordo è stato criticato anche dai Direttori cantonali delle finanze, secondo i quali esso intacca la sovranità della Confederazione in materia fiscale. Tuttavia, la nuova intesa negoziata da Berna e Parigi è preferibile alla disdetta dell'attuale accordo di doppia imposizione con la Francia sulla tassazione degli eredi. Si sa tuttavia che gli eredi di immobili domiciliati in Francia verrebbero tassati col diritto francese, anche se il parente deceduto viveva in Svizzera. Attualmente, gli eredi vengono tassati sulla base del diritto elvetico, sempre che i cantoni non abbiano abolito la tassa di successione. Le aliquote applicate in Francia sulle eredità sono più elevate di quelle esistenti nella Confederazione. ATS
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