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Svizzera
Crisi: USS chiede 8 miliardi per terzo pacchetto congiunturale
Redazione
17 anni fa

L'Unione sindacale svizzera (USS) vuole dal governo un terzo pacchetto di aiuti congiunturali per combattere la crisi attuale, per un ammontare di almeno otto miliardi di franchi. Se la Confederazione non lo prepara, lo Stato invece di tutelare i posti di lavoro li annienterà, andando contro il suo mandato costituzionale di equilibratore della congiuntura, ha avvertito l'USS in una conferenza stampa oggi a Berna. La Confederazione deve iniettare ulteriore denaro nell'economia in primo luogo per "evitare il massacro dei posti di lavoro" e per "accrescere il potere d'acquisto delle persone con salari bassi e medi", ha spiegato il consigliere nazionale Paul Rechsteiner (PS/SG), presidente della centrale sindacale. L'USS chiede da tempo un programma di investimenti da cinque miliardi di franchi, da centrare sopprattutto verso la costruzione di opere pubbliche. Secondo l'USS, occorrono poi altri tre miliardi per ridurre i costi di assicurazione malattia. I bambini devono essere esentati dal pagamento tramite la concessione di assegni, che hanno un'efficacia molto più rapida delle usuali riduzioni dei premi. Inoltre la Confederazione deve farsi carico dell'aumento deelle quote per i giovani. Altri 550 milioni di franchi devono andare a favore del potere d'acquisto dei pensionati: con un incremento straordinario dell'indice misto AVS i beneficiari di una rendita di vecchiaia o invalidità otterrebbero un supplemento annuo di 300 franchi a persona o 500 a coppia. Lo Stato deve però anche promuovere la formazione continua e il perfezionamento professionale per evitare licenziamenti e la perdita del "know how" necessario alla crescita economica. L'USS propone poi di prolungare a 24 mesi la durata massima della disoccupazione parziale e di portare da 400 a 500 giorni le indennità per la perdita del lavoro. Si tratta in sostanza di rivendicazioni che vanno nel senso opposto alla revisione della legge sulla disoccupazione attualmente in corso. Il presidente della centrale sindacale ha riocordato che l'articolo 100 della Costituzione dà alla Confederazione un chiaro mandato affinché prenda "provvedimenti per un'equilibrata evoluzione congiunturale, in particolare per prevenire e combattere la disoccupazione e il rincaro". "L'economia mondiale non è mai andata così male dagli anni Trenta", ha osservato Rechsteiner. E anche la Svizzera ne soffre: 40'000 disoccupati in più rispetto all'anno scorso e circa 150'000 attivi impiegati ad orario ridotto. "Se questo non è il momento per un vasto programma congiunturale, mi chiedo quando!". "E chi si oppone a questo programma sono proprio i rappresentanti politici di coloro che con gli abusi nel settore finanziario ci hanno cacciato nella crisi del secolo", ha aggiunto il presidente dell'USS, riferendosi all'associazione padronale economiesuisse e al Partito liberale radicale. La centrale sindacale rinfaccia a Confederazione, cantoni e comuni di attuare misure di risparmio che acuiscono la crisi invece di attutirla: all'economia sono venuti a mancare cinque miliardi di franchi. E a ciò si aggiungono lo shock dei premi di cassa malattia e il minore gettito della Tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) in seguito alla recessione. Secondo l'USS il tutto ha esercitato un impulso negativo sulla congiuntura per sette miliardi di franchi. ATS

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