
In merito alla crisi finanziaria che stanno attraversando UBS e Credit Suisse, il partito socialista auspica la separazione dell'Investment banking da tutti gli altri settori finanziari, nonché mezzi propri più cospicui per coprire eventuali perdite causate dalle operazioni finanziarie più rischiose. In una una nota diffusa oggi, i socialisti esprimono inoltre un giudizio severo nei confronti dei partiti borghesi, rei a loro avviso di starsene con le mani in mano di fronte alla crisi attuale. Tale atteggiamento, secondo la sinistra, si spiega col fatto che UDC, PPD e PLR ricevono ogni anno centinaia di migliaia di franchi dalle grandi banche e quindi preferiscono sottacere il problema. Per il PS è giunto invece il momento di modificare le disposizioni di legge in ambito bancario e rafforzare la sorveglianza sui mercati finanziari. Circa la separazione dell'Investment banking dalle altre attività, il PS giudica che tale passo sia necessario affinché le divisioni considerate più sicure non siano chiamate a coprire le falle causate delle attività più rischiose. Inoltre, aumentando i mezzi propri per le operazioni più speculative, il PS crede che si porrebbe un freno a questo genere di operazioni e alla ricerca spasmodica del maggior utile ad ogni costo. Il PS domanda inoltre di rivedere il ruolo della Banca nazionale svizzera. Quest'ultima, se paragonata ai rischi corsi dalle grandi banche, è un "nano". Il PS sostiene inoltre che la maggioranza dei membri dei Cda bancari non ha esperinza del settore, pur dovendo prendere decisioni strategiche. All'UBS, solo due membri del Cda possono vantare esperienza bancaria indica il PS. ATS
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