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Svizzera
Crisi finanziaria: commissione critica bonus versati dall'UBS
Redazione
18 anni fa

Alla luce della difficile situazione dell'UBS, il versamento di bonus stratosferici ha fatto storcere il naso alla commissione delle finanze del Consiglio nazionale. Essa vuole sopprimere gli incitamenti perversi che hanno portato alla crisi finanziaria. La commissione non si oppone tuttavia al principio del salario al merito. Di fronte ai risultati della banca, la Commissione delle finanze - riunitasi sotto la presidenza di Fabio Abate (PLR/TI) - ritiene non giustificato il versamento di elevati bonus non garantiti dal contratto e di bonus che dipendono da obiettivi quantitativi. Ha dimostrato però una certa comprensione per il fatto che sia stata versata in misura ragionevole la parte integrante garantita del salario ai collaboratori che lavorano qualitativamente bene in una situazione difficile. In questo contesto non si può utilizzare il termine «bonus» in senso stretto, come è stato usato negli ultimi tempi nelle discussioni pubbliche inerenti i salari milionari dei manager. La commissione ritiene che per molti di questi dipendenti stralciare la componente dello stipendio in questione equivarrebbe a un'importante riduzione della retribuzione, poiché il salario totale viene calcolato, proprio in base a questa suddivisione, in una parte fissa e una variabile. Per la Commissione è fondamentale che i sistemi salariali siano adeguati alle nuove circostanze e che vengano eliminati i falsi sistemi di incentivi che hanno portato, tra l'altro, alla crisi finanziaria. Solo così si possono impedire queste conseguenze, si legge nel comunicato della commissione. A causa della grande confusione tra la popolazione suscitata dalla concessione dei bonus, la commissione ha invitato il presidente del consiglio d'amministrazione dell'Autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA), Eugen Haltiner, a una discussione sui destinatari e sull'entità di queste gratifiche. Egli ha spiegato che solo una parte dei bonus è assicurata per contratto quale parte integrante variabile del salario; un'altra parte dipende dal successo dell'impresa. Haltiner ha segnalato ai commissari che in alcuni settori dell'ambito bancario vi è tuttora una grande concorrenza per quanto riguarda gli specialisti di talento. Questa situazione ha spinto UBS a versare i bonus per evitare che tali collaboratori, importanti per il rendimento della banca, lascino l'impresa. A beneficiare dei bonus sono per lo più dipendenti dei livelli medio-bassi della banca, che devono lavorare in condizioni difficili, e non i quadri dirigenti, ha ricordato il responsabile di FINMA. I fatti relativi a UBS saranno chiari solo il 10 febbraio 2009. La Commissione ha fatto sapere che aspetta questa data e si occuperà di nuovo del problema. La commissione ritiene comunque insufficiente la comunicazione da parte di tutte le parti in gioco: la FINMA avrebbe dovuto reagire in modo più rapido e aperto alle recenti indiscrezioni della stampa. Neppure da parte di UBS la comunicazione è stata sufficiente. Per la Commissione anche le dichiarazioni del Consiglio federale del 28 gennaio 2009 non hanno contribuito a fare chiarezza sui fatti, ma - anzi - hanno aumentato la confusione. La Commissione si aspetta ora che le decisioni vengano prese rapidamente e che il pubblico ne sia informato in modo trasparente. Con 16 voti contro 7, la commissione ha respinto la proposta di presentare una mozione che incarichi il Consiglio federale di fare in modo che UBS revochi la decisione di versare i bonus per il 2008. Il Parlamento aveva già respinto tale richiesta nella sessione invernale, nel dibattito concernente il pacchetto di misure volto a soccorrere l'UBS. ATS

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