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Consiglio federale
Crisi dell'alloggio, Berna stanzia altri 150 milioni per le abitazioni a pigione moderata
©Chiara Zocchetti
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Keystone-ats
un anno fa
Il Consiglio federale potenzia il fondo per l’edilizia popolare, che sfiorerà i 900 milioni entro il 2034, per garantire abitazioni a prezzi accessibili.

Per fronteggiare l'attuale crisi dell'alloggio dovuta alla crescita demografica, e con un occhio all'iniziativa UDC "No a una Svizzera da 10 milioni! ", il Consiglio federale ha deciso oggi di innalzare di 150 milioni di franchi la dotazione del fondo di rotazione a favore della costruzione di immobili a pigione moderata. Benché il Consiglio federale raccomandi - come il Consiglio Nazionale - di respingere l’iniziativa democentrista per la sostenibilità, spiega una una nota governativa odierna, esso riconosce le sfide legate alla crescita demografica e all’immigrazione. In questo modo, si potrà gestire questo strumento di promozione nella stessa misura almeno fino alla metà degli anni 2030 al fine di creare e mantenere spazi abitativi di qualità e a prezzi accessibili sul lungo periodo.

Alloggi, forte domanda

Già da alcuni anni la domanda di alloggi è superiore all’offerta. La crescente penuria riguarda non solo le regioni urbane, ma anche e soprattutto i Comuni turistici di montagna e, in misura sempre maggiore, altre regioni del Paese. L’immigrazione è un fattore essenziale, ma non l'unico di questo sviluppo, stando al Consiglio federale: anche l'evoluzione economica e quella demografica svolgono un ruolo. La carenza di abitazioni a prezzi abbordabili tocca soprattutto le famiglie con un reddito basso, ma sempre più anche il ceto medio inferiore.

Fondo di rotazione

Dopo il respingimento dell’iniziativa popolare "Più abitazioni a prezzi accessibili" nel 2020, è entrato in vigore il controprogetto indiretto che prevede un aumento di 250 milioni della dotazione del fondo nell’arco di dieci anni portandola, entro la fine del 2029, a 754 milioni. Con l'aumento proposto oggi, la dotazione del fondo sfiorerà i 900 milioni. In questo modo e con mutui della durata di 25 anni, il fondo potrà concedere ogni anno nuovi mezzi per circa 36 milioni grazie al rimborso dei mutui. Sebbene questa cifra sia inferiore alla media degli ultimi 20 anni, pari a 46 milioni, senza un aumento della dotazione del fondo la concessione di mutui dovrebbe essere nettamente ridotta a partire dal 2030.