
La carenza di alloggi è una delle questioni principali della nostra epoca. Sono i giovani adulti fino ai trentacinque anni circa a traslocare con particolare frequenza, spesso con l’esigenza di più spazio per creare una famiglia. Finora gli studi si sono concentrati prevalentemente sulla relativa sedentarietà delle persone anziane. Ma è davvero così? Il rapporto di Helvetia sugli alloggi, redatto in collaborazione con l’istituto di ricerca Sotomo, dimostra che la generazione delle persone di età compresa tra i 55 e i 74 anni si trasferisce più spesso di quanto si pensasse finora e illustra quali sono gli effetti sulle giovani famiglie. Lo studio evidenzia che, quando i best ager traslocano, le abitazioni che liberano vengono occupate con frequenza tre volte superiore da famiglie: il dato sale dal 12 al 36 percento.
«La carenza di alloggi è attualmente un tema sociale importante. In qualità di quinti maggiori proprietari di immobili in Svizzera, per noi è importante conoscere le esigenze attuali e future del mercato immobiliare», afferma Martin Jara, CEO dell’Helvetia Svizzera. «Il rapporto dell’Helvetia sugli alloggi dimostra che la generazione dei best ager dà un contributo sostanziale a un mercato abitativo in movimento. Questo contributo può essere ulteriormente accentuato con un sostegno mirato all’organizzazione della situazione abitativa nella terza età».
Gli over 55 si spostano
Anche se il picco dei traslochi continua a registrarsi soprattutto tra i giovani adulti, il gruppo di età compresa tra i 55 e i 74 anni sta rapidamente recuperando terreno, evidenzia lo studio. Non solo: si tratta di un gruppo di persone in costante crescita. La fascia d’età dei best ager corrisponde alla fase della vita in cui i figli escono di casa e ha luogo il passaggio dalla vita lavorativa alla pensione. E quando si trasferiscono, nella maggior parte dei casi scelgono abitazioni con un minor numero di locali e «liberano appartamenti più grandi, che vengono a loro volta utilizzati soprattutto da economie domestiche più giovani, con un’età media di 30 anni». La quota delle famiglie è in netto aumento: mentre prima del trasloco dei best ager solo il 12 percento circa delle abitazioni era utilizzato da famiglie, in seguito la percentuale è salita al 36 percento. «In questo modo, l’aumento dei traslochi in questa fascia d’età contribuisce in modo significativo a distribuire con maggiore efficienza gli spazi abitativi esistenti lungo l’intero ciclo delle diverse fasi della vita», spiega Michael Hermann, direttore dell’istituto di ricerca Sotomo.
Vanno sempre più spesso all’estero
A differenza di quanto si possa pensare, molti best ager non traslocano per avvicinarsi ai servizi o ai trasporti pubblici. Spesso, al contrario, si trasferiscono in luoghi più ritirati. Questo fa sì che si liberino abitazioni in zone centrali particolarmente richieste. Tuttavia, ciò non genera effetti visibili sul mercato immobiliare a causa degli arrivi dall’estero, che si concentrano in misura sproporzionata in posizioni centrali. La fascia d’età compresa tra i 55 e i 74 anni è anche disposta a trasferirsi in un diverso Comune o all’estero, come dimostrano le cifre del rapporto sugli alloggi. «Concorrono in maniera sproporzionata alla liberazione di alloggi e, di conseguenza, al funzionamento del mercato immobiliare», scrive ancora Helvetia.
L’abitazione di proprietà è il più grande freno nel mercato immobiliare
Lo studio evidenzia anche un forte «effetto lock-in», che vincola molto le persone: chi possiede un’abitazione trasloca con frequenza molto minore. Se i prezzi degli alloggi nel luogo in cui vivono aumentano, l’appartamento attuale può essere venduto a un prezzo più elevato, consentendo di acquistare un appartamento di pari valore con il ricavato. Tuttavia, le probabilità di traslocare sono inferiori di oltre il 60 percento rispetto a quelle di locatarie e locatari. «Questo è anche il motivo per cui in circa tre quarti dei casi vengono immessi sul mercato appartamenti in case plurifamiliari anziché case unifamiliari, abitate da un numero particolarmente folto di best ager, che sono proprietari della casa unifamiliare e la cui propensione a traslocare è limitata».

