
La pandemia continua ad avere un impatto negativo sulle prospettive delle finanze personali: lo dimostra un sondaggio rappresentativo del servizio di confronto online comparis.ch.
Peggioramento della situazione economicaPer il mese di maggio, uno svizzero su quattro si aspetta un ulteriore peggioramento della propria situazione economica rispetto ad aprile; prevede quindi che sarà "tendenzialmente peggiore" o "decisamente peggiore". Già nel sondaggio di aprile, il 28% degli intervistati dichiarava di temere un peggioramento della propria situazione finanziaria rispetto al mese di marzo. A dicembre 2019, questa percentuale era solo del 13%: mai negli ultimi quattro anni si era registrato un dato così basso. Questa negatività è per lo più giustificata dalle scarse prospettive di carriera: il 34,8% dei pessimisti spiega che il peggioramento atteso a maggio è dovuto al lavoro ridotto (proprio o del partner). In aprile si trattava del 34,2%. Il 15,9% dichiara di prevedere per questo mese un calo del fatturato in quanto lavoratore indipendente. Per il 13,4% degli intervistati la causa delle previsioni negative è la perdita del proprio posto di lavoro o di quello del partner. Il 12,9% si aspetta invece una riduzione del grado di occupazione (proprio o del partner). "Questa incertezza continua su quando e in che modo si riprenderà l’economia influisce sull’umore e ha un effetto negativo sull’attesa evoluzione del reddito a breve termine", osserva Michael Kuhn, esperto di finanze e consumo presso Comparis.
Le preoccupazioni diminuiscono e la voglia di soddisfare le esigenze aumentaNonostante tutte le avversità, oltre il 12% degli intervistati prevede comunque che a maggio il proprio reddito sarà più alto rispetto ad aprile, una percentuale abbastanza simile a quella del mese scorso. Alla base di queste aspettative positive ci sono, tra gli altri, un aumento dello stipendio proprio o del partner (il 16,9% dei casi), un lavoro più remunerativo (15,7%) o un aumento di fatturato per i lavoratori indipendenti (11,2%). Un segnale di distensione si registra grazie alle risposte alla domanda "L’emergenza del coronavirus la preoccupa?": la stragrande maggioranza risponde "Sì" (31,2%) o "Un po’" (51,8%), ma la percentuale degli intervistati che non si preoccupano è aumentata dal 10,5% del mese scorso al 16,5%.E se a marzo la percentuale di chi, con il denaro a propria disposizione, desiderava concedersi un desiderio a lungo cullato era solo del 16,1%, ora questo valore supera il 22%. Secondo Kuhn, l’atteggiamento positivo potrebbe derivare da diversi fattori: "Può darsi che le persone si stiano abituando sempre più alla situazione, oppure si aspettano davvero un miglioramento concreto della loro situazione economica. Ciò nonostante, all’orizzonte non si intravede ancora nessun cambio di tendenza nella valutazione di come si svilupperanno le proprie finanze nel breve periodo".
Spese: si rinuncia prevalentemente all’abbigliamentoDi fatto è questo il comportamento previsto dai consumatori, qualora si rendesse necessario risparmiare. Se il denaro a disposizione dovesse diminuire, secondo Comparis, il 77,1% degli svizzeri eviterebbe spese inutili e acquisti spontanei. Si tratta della percentuale più elevata registrata negli ultimi quattro anni, che a marzo era ancora del 72,5%. A rinunciare alle spese inutili sarebbe soprattutto la Svizzera romanda, cioè l’84,5% di tutti gli intervistati. Suddivise per categorie, le rinunce comprenderebbero soprattutto l’acquisto di nuovi capi di abbigliamento e di accessori. Il 66,3% degli intervistati afferma infatti che è questa la categoria di acquisti a cui sarebbe più facile rinunciare, laddove ciò fosse necessario. Una percentuale nettamente superiore al 60,8% di marzo. Sono in particolare le persone dai 56 anni in su che rinuncerebbero a nuovi vestiti e accessori. E la cinghia si stringerebbe anche per quanto riguarda i prodotti di elettronica e gadget vari: il 64,3% dichiara di poterne fare facilmente a meno, mentre il mese scorso questa percentuale era solo del 12,4%.
Aumentano gli investimenti, ma non in azioniIl denaro liberamente disponibile viene per lo più messo da parte (57,7%). Un aumento significativo si registra nella percentuale di intervistati che intendono investire il denaro a disposizione: dal 15% di dicembre e marzo al 19,6%. Ma il denaro non fluisce (non ancora) prevalentemente in fondi e azioni. Infatti, la percentuale degli svizzeri che intende investire in questi prodotti in seguito all’emergenza del coronavirus è solo del 7,7%, cioè più o meno quella del mese scorso. "L’aumentata disponibilità a investire denaro dimostra che sempre più persone provano a sfruttare al meglio questa situazione anomala", commenta Kuhn.
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