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Svizzera
Crisi alimentare: sussidi la principale causa, Fust
Redazione
18 anni fa

Sono i sussidi agricoli dei paesi industrializzati, e non i biocarburanti, la causa principale della crisi alimentare che colpisce i paesi più poveri: è l'opinione di Walter Fust, 63 anni, che a fine mese lascerà la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), per assumere la guida del Forum umanitario mondiale. Non è accettabile che la produzione eccedentaria di Europa e Stati Uniti distrugga l'agricoltura dei paesi in via di sviluppo. Le nazioni industrializzate devono cessare di sovvenzionare le loro esportazioni, o perlomeno devono evitare che i beni sussidiati finiscano sul mercato dei paesi poveri come prodotti a basso costo. "Se in Perù la pasta italiana costa meno delle patate di produzione locale, la gente compera la merce più vantaggiosa", ha detto Fust all'ATS. L'attuale politica a sostegno dell'export occidentale è "inopportuna, sleale, incoerente e distruttiva". Fust crede che la crisi alimentare accrescerà la pressione sui paesi industrializzati nell'ambito dei negoziati dell'Organizzazione mondiale del commercio: i paesi emergenti e in via di sviluppo chiedono infatti non solo la cessazione dei sussidi, ma anche l'abolizione dei dazi e delle barriere doganali. "Nel libero mercato ci vogliono regole che tengano conto delle diverse realtà". Secondo Fust, tuttavia, difficilmente i paesi industrializzati modificheranno la loro politica: "sappiamo cosa andrebbe fatto, eppure non lo facciamo. La politica non segue il buon senso, ma ha una logica ben diversa". Il direttore della DSC teme che i conflitti dovuti alla fame non siano "un problema temporaneo". E non risparmia le critiche al World Food Programme e alla FAO, l'agenzia delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione: "in realtà queste due istituzione hanno anche il compito di evitare crisi strutturali, ma hanno fatto troppo poco. I donatori internazionali non hanno messo a disposizione sufficienti risorse". ATS

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