
Uno svizzero residente in Namibia ha perso i due figli - uno di soli sei mesi, l'altro di tre anni - uccisi a coltellate in circostanze ancora da chiarire nella località di Outjo, 350 chilometri a nord della capitale Windhuk, dove l'uomo - assieme alla moglie namibiana - avrebbe dovuto assumere la gestione di una struttura agroturistica. Il fatto di sangue è avvenuto domenica sera. Secondo i primi elementi dell'inchiesta raccolti dalla stampa locale, in assenza dei genitori i piccoli erano stati affidati alle cure di due zie, sorelle della madre. Responsabile della strage sarebbe l'ex partner di una di loro - pure rimasta uccisa - che dopo aver accoltellato i bimbi ha dato fuoco alla casa. Ferita gravemente anche l'altra zia, che è incinta. A Berna il Dipartimento federale degli affari esteri ha detto di essere a conoscenza dell'accaduto. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

