
Dal prossimo anno coloro che testimoniano in importanti procedimenti penali che riguardano la grande criminalità - omicidi, terrorismo e tratta di esseri umani - saranno meglio protetti. Il nuovo Servizio centrale di protezione, gestito dall'Ufficio federale di polizia (fedpol), si occuperà di mettere al sicuro i testimoni, ha affermato stamane in una conferenza stampa a Berna Jean-Luc Vez, direttore di fedpol. Si tratta di misure particolarmente importanti nel caso in cui le autorità di perseguimento penale non hanno altri mezzi di prova se non le dichiarazioni dei testimoni. "Sarà il solo mezzo per rompere l'omertà, la legge del silenzio che vige negli ambienti mafiosi", ha detto ancora Vez. Il nuovo servizio potrà utilizzare tutti mezzi necessari per mettere al sicuro il testimone, grazie all'anonimato, al camuffamento della voce e del volto. Potrà inoltre venir utilizzato il "morphing", la tecnica che permette di trasformare il volto in un altro e modificare così i documenti di identità. "Rimane il fatto che i dati biometrici di un individuo difficilmente possono sparire", ha precisato Andreas Leuzinger di fedpol, secondo cui ci sono altre difficoltà, quali l'utilizzo delle reti sociali, dei cellulari e della rete, che permettono di risalire ai testimoni. L'istituzione del nuovo Servizio nazionale di protezione dei testimoni è stato approvato lo scorso 7 novembre dal Consiglio federale, dopo aver preso atto dei risultati di una apposita consultazione. Tutti i cantoni si erano espressi a favore dei punti essenziali del documento. La legge, insieme all'ordinanza, consente a Berna di ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa contro la tratta degli esseri umani, firmata nel 2008 e approvata dal Parlamento nel 2011. La nuova unità di fedpol dovrà inoltre consigliare i cantoni nei casi in cui i testimoni non potranno essere ammessi in un programma di protezione, ma richiedano comunque specifiche misure di tutela. Le spese di gestione del servizio ammonteranno a circa 2 milioni di franchi annui dal 2014. L'anno prossimo, la fattura si limiterà tuttavia a 1,3 milioni, visto che solo cinque collaboratori saranno assunti in un primo tempo. Viene inoltre definita la chiave di ripartizione dei costi di gestione: la Confederazione e i cantoni si suddivideranno la metà delle spese. Ogni cantone pagherà infine in funzione della sua popolazione. ATS
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