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Svizzera
Criminali stranieri: verso l'espulsione automatica
Redazione
12 anni fa
Il Consiglio nazionale ha inasprito il Codice penale secondo quanto proposto dall'iniziativa UDC votata nel 2010

In futuro, un criminale straniero che ha commesso un omicidio, oppure ha percepito abusivamente prestazioni sociali, o ha rubato una bicicletta, dovrebbe poter essere espulso dalla Svizzera indipendentemente dalla pena inflitta. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale che ha inasprito (106 voti a 65) il Codice penale nel senso indicato dall'iniziativa popolare dell'UDC "per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati". Questo testo, che il Nazionale ha respinto per 131 voti a 51, chiede l'espulsione automatica per tutta una serie di reati. Il dossier va agli Stati. La maggioranza della camera ha quindi seguito le raccomandazioni della commissione preparatoria, che ha chiesto al plenum di allinearsi all'iniziativa UDC. Quest'ultima è stata lanciata dai democentristi per far pressione sul Consiglio federale e il parlamento affinché la prima iniziativa sull'espulsione, adottata nel 2010 dal popolo, venisse finalmente applicata. La maggioranza di centro-destra (con eccezioni) non ha quindi tenuto conto delle critiche, talvolta veementi, espresse sia dal Consiglio federale sia dalla sinistra, secondo cui l'espulsione automatica non rispetta il principio di proporzionalità, principio contenuto nella Costituzione federale, né gli obblighi internazionali della Svizzera, come quelli derivanti dalla Convenzione europea dei diritti umani. Se seguiamo la versione della maggioranza delle commissione, ha detto Ueli Leuenberger (Verdi/GE), "un giovane nato in Svizzera e con permesso C potrebbe venir espulso dal Paese per essere entrato in un giardino al fine di rubare una bicicletta, stesso destino che toccherebbe a un ladro incallito". Il campo rosso-verde ha accusato l'UDC di avere una visione "totalitaria" della democrazia, di abusare dei diritti popolari per scopi meramente politici, senza tenere conto che ci sono principi iscritti nella Costituzione che non possono essere aggirati. Secondo il campo rosso-verde e il Governo, ai tribunali deve essere garantito un certo margine di manovra nel giudicare un criminale e un imputato ha il diritto che il suo caso venga esaminato singolarmente, appunto come vuole il principio di proporzionalità. Anche a destra sono stati espressi dubbi sull'opportunità di "strapazzare" un principio fondamentale dello stato di diritto, ma di fronte alla possibilità che l'iniziativa sull'attuazione venga posta in votazione, e magari approvata, hanno preferito dare la precedenza alla volontà popolare - espressasi chiaramente nel 2010 - a scapito della Convenzione europea sui diritti umani. Adeguando il Codice penale agli obiettivi perseguiti dall'iniziativa sull'espulsione degli stranieri, la maggioranza di centro-destra spera che il testo dell'attuazione venga ritirato. L'UDC, per il tramite del suo presidente Toni Brunner (ZH), ha già fatto sapere che una simile opzione dipenderà dall'esito delle discussioni alle Camere sulle modifiche del CP. Le decisioni principali Il plenum ha quindi deciso l'espulsione automatica per gli stranieri autori di crimini gravi (omicidio, assassinio, rapina, stupro, truffa per mestiere, furto) sia che siano recidivi sia che vengano condannati per la prima volta. Questa regola vale anche per chi abusa di prestazioni sociali. Una minoranza, come il Consiglio federale, avrebbe voluto condizionare l'espulsione a una pena minima, ossia un anno di reclusione. L'allontanamento andrebbe anche applicato per i delinquenti già noti e incorreggibili che mettono gravemente a repentaglio l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica (minaccia contro funzionari, rissa, lesioni corporali semplici). In questo caso, l'espulsione potrebbe raggiungere anche i 20 anni in caso di recidiva. Unica eccezione ammessa: nessuna espulsione se il delitto è stato commesso per autodifesa o in caso di necessità scusabile. Il rinvio potrà inoltre essere sospeso temporaneamente se la persona condannata rischia nel suo paese un trattamento inumano oppure di essere perseguitata. La maggioranza ha deciso, contro il parere dell'UDC, che la legge di applicazione non deve avere la precedenza sulle norme del diritto internazionale non imperativo. Giustizia di classe? Il plenum ha anche voluto inasprire le pene pronunciate nei confronti di chi commette abusi in materia di aiuto sociale e delle assicurazioni sociali. Il Consiglio federale e una minoranza proponeva una pena di un anno o più. La maggioranza ha invece votato la versione più severa con pene fino a 5 anni per aver percepito, o tentato di percepire (questa parte non è presente nella versione governativa), prestazioni sociali. Di fronte a questo giro di vite, il socialista Carlo Sommaruga (PS/GE) ha accusato UDC, PLR e PPD di "aver toccato il fondo dell'infamia", dal momento che questo articolo colpisce soprattutto i poveri, ossia coloro che potrebbero avere la tentazione di abusare degli aiuti sociali. Il socialista ginevrino ha rinfacciato alla destra di volere una "giustizia di classe", dal momento che la maggioranza "borghese" ha rifiutato di inserire nel catalogo delle delitti passibili di espulsione la frode fiscale.

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