
Criminali stranieri espulsi, o contro i quali vige un divieto di entrata, non devono più mettere piede nella Confederazione, nemmeno provvisoriamente. Lo prevede un'iniziativa parlamentare dell'UDC approvata dalla commissione delle istituzioni politiche del Nazionale per 14 voti a 10 e 2 astenuti. Con la sua proposta, Alfred Heer (UH/UDC) intende modificare la legge sugli stranieri al fine di limitare i casi nei quali le autorità possono sospendere un divieto di entrata, indica una nota odierna dei Servizi parlamentari. Attualmente eccezioni possono essere fatte per motivi umanitari, e in particolare famigliari, spiega la nota. Per la commissione è invece normale non prevedere alcuna deroga per le persone condannate allontanate dalla Svizzera. Si vuole insomma impedire che simili soggetti approfittino del soggiorno provvisorio per delinquere. Una minoranza giudica infimo il rischio di recidiva e quindi ingiustificato eliminare la possibilità di soggiornare provvisoriamente in Svizzera per ragioni umanitarie. Sul questo iniziativa dovrà ancora pronunciarsi la competente commissione degli Stati. La commissione del Nazionale è stata meno severa con i trafficanti di droga. Propone per 17 voti a 8 di respingere un'iniziativa parlamentare di Sebastian Frehner (UDC/BS) che auspica l'esclusione pura e semplice dalla procedure di asilo per coloro che sono stati condannati ad almeno tre mesi di prigione per violazione delle legge federale sugli stupefacenti. Per la maggioranza, l'accelerazione delle procedure di asilo e l'esame prioritario delle richieste di delinquenti sono la soluzione migliore per lottare contro gli abusi. D'altronde, la sospensione della procedura di asilo per i delinquenti non significa "ispo facto" la loro espulsione. ATS
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