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Economia
Credit Suisse, uno storico azionista se ne va
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Il gruppo americano Harris Associates ha azzerato la sua partecipazione nella banca elvetica dopo scandali, perdite consistenti e un esodo di clienti.

Credit Suisse fa ancora parlare di sé. Stando al Financial Times la grande banca ha perso uno dei suoi più importanti e longevi azionisti. Il gruppo americano Harris Associates ha infatti azzerato la sua partecipazione nella banca dopo 20 anni. Tra le ragioni che lo hanno spinto a uscire la strategia dell'istituto tra scandali, perdite consistenti e un esodo di clienti.

L'uscita di Harris Associates

Fino allo scorso anno il gruppo possedeva il 10% delle azioni dell'istituto di credito, per poi scendere al 5% lo scorso ottobre con l'aumento di capitale di 4 miliardi di franchi e l'arrivo della Saudi National Bank. Ora è uscito definitivamente. "Ci sono stati grandi deflussi di denaro", ha dichiarato il Ceo David Herro al quotidiano economico, riferendosi ai 111 miliardi di franchi ritirati dai clienti negli ultimi tre mesi del 2022. "Abbiamo molte altre opzioni in cui investire", ha aggiunto. "Perché scegliere qualcosa che sta bruciando capitale quando il resto del settore lo sta generando?" Herro ha pure espresso perplessità sul piano di ristrutturazione dell'istituto. "Riteniamo che il piano per ristrutturare la banca, pur essendo una nobile causa, sia ingombrante e molto più costoso di quanto ci aspettassimo", ha affermato Herro. “Inoltre, non eravamo soddisfatti di ciò che stavamo ottenendo in termini di proventi".

La situazione della banca

Nel 2022 Credit Suisse ha registrato una perdita di 7,3 miliardi di franchi, la seconda perdita annuale consecutiva e tra le peggiori dopo la crisi finanziaria del 2008. I due maggiori azionisti della banca sono ora la Saudi National Bank, che ha acquistato una quota del 10% come parte dell'aumento di capitale lo scorso anno, e la Qatar Investment Authority, che ha aumentato la sua quota al 7% nello stesso periodo. Altri investitori statunitensi che hanno ridotto le loro quote sono il gestore patrimoniale Dodge & Cox con sede a San Francisco (dal 5,11% delle azioni è passato al 3,1%) e Artisan Partners (fino allo scorso anno uno dei primi cinque azionisti), che ha venduto tutto negli ultimi sei mesi.