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Svizzera
Credit Suisse: poca comprensione per appello PLR a azionisti
Redazione
16 anni fa

Il Credit Suisse ha "poca comprensione" per la raccomandazione fatta ieri agli azionisti della banca dal comitato esecutivo del Partito liberale radicale, che li ha invitati a respingere il rapporto sulle remunerazioni dell'istituto. L'assemblea generale non sarà chiamata a votare venerdì sul piano a lungo termine "PIP", alla base del controverso bonus di 71 milioni per il Ceo Brady Dougan, rileva il presidente del consiglio di amministrazione Hans-Ulrich Doerig in una intervista pubblicata oggi dal "Tages Anzeiger". Il PIP (Performance Incentive Plan) "risale al 2005 e, rispetto alla concorrenza, ha premiato prestazioni eccellenti, andate anche a vantaggio degli azionisti", afferma Doerig. Oggi il CS non lo lancerebbe più: "abbiamo imparato che è migliorabile". "Ma siamo una banca che mantiene la parola. Non vogliamo zigzagare nei confronti dei nostri dipendenti con regole rivedute a posteriori", aggiunge il presidente del CdA, rilevando che il CS è stato la prima banca a introdurre anche un malus oltre al bonus. "Da noi i risultati devono essere positivi durante tre, quattro anni affinché siano versate le retribuzioni variabili", prosegue Doerig. I programmi sono allestiti in modo da premiare la performance a lungo termine. Su questo l'assemblea generale si pronuncerà venerdì prossimo. Tra le banche della sua categoria il CS ha la più forte struttura di capitale, afferma il presidente del CdA: "per tutti questi motivi - conclude - ho poca comprensione per la critica del PLR". ATS

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