
La consigliera agli Stati Isabelle Chassot (Alleanza del Centro) è stata nominata presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI). La vicepresidenza sarà invece affidata alla consigliera nazionale Franziska Ryser (Verdi/SG). Entrambe le nomine sono avvenute al primo turno di voto, hanno detto il presidente del Nazionale Martin Candinas (Centro/GR) e quella degli Stati Brigitte Häberli-Koller (Centro/TG) in un incontro con la stampa a Berna. A quasi 30 anni dall'ultima, è pronta a iniziare il suo mandato la quinta commissione parlamentare d'inchiesta nella storia della Svizzera, che dovrà far luce sul dissesto sfiorato di Credit Suisse e sulla gestione del Governo. A farne parte 14 membri, 7 per ogni Camera: 3 a testa per PLR, UDC e Centro; 2 per Verdi e Partito Socialista; 1 dai Verdi liberali.
Il compito della CPI
Nel mirino della CPI ci sarà la legislazione "too big to fail" e il salvataggio da parte di UBS. Settimana scorsa i due rami del parlamento avevano approvato il decreto federale che istituisce il più forte strumento di controllo a disposizione delle Camere. Dotata di un budget di 5 milioni di franchi, la CPI potrà interrogare testimoni, prendere visione dei verbali e dei documenti relativi alle sedute del Governo e far capo a inquirenti per l'assunzione delle prove.
I nomi scelti
Altri membri della Camera del popolo sono Alfred Heer (UDC/ZH), Thomas Matter (UDC/ZH), Roger Nordmann (PS/VD), Leo Müller (Centro/LU), Daniela Schneeberger (PLR/BL) e Roland Fischer (Verdi liberali/LU). Per la Camera dei Cantoni sono invece presenti Heidi Z'graggen (Centro/UR), Philippe Bauer (PLR/NE), Andrea Caroni (PLR/AR), Werner Salzmann (UDC/BE), Daniel Jositsch (PS/ZH) e Maya Graf (Verdi/BL).

