
La Svizzera si trova nuovamente a fare i conti con il suo controverso passato legato alla Seconda Guerra Mondiale. Nonostante le indagini degli anni Novanta avessero portato a risarcimenti per oltre 1,25 miliardi di dollari alle vittime dell’Olocausto, recenti scoperte mettono in dubbio la completezza di quelle indagini. Documenti bancari emersi grazie a un’inchiesta della Commissione bilancio del Senato degli Stati Uniti indicano che Credit Suisse avrebbe nascosto informazioni cruciali durante le precedenti indagini sui conti bancari legati ai nazisti. Secondo la Commissione, migliaia di documenti recentemente scoperti rivelano l’esistenza di conti detenuti da individui associati al regime nazista, molti dei quali finora ignoti. Tra questi vi sono clienti inseriti in una cosiddetta “lista nera americana”, che identificava chiunque finanziasse o commerciasse con il Terzo Reich o i suoi alleati. “La banca non ha rivelato l’esistenza di questi conti durante le indagini precedenti,” ha affermato la Commissione senatoriale in un comunicato.
Il ruolo di Neil Barofsky e le tensioni con Credit Suisse
Le scoperte più recenti sono il risultato del lavoro di Neil Barofsky, ex procuratore statunitense nominato mediatore presso Credit Suisse nel 2021. Tuttavia, il suo incarico non è stato privo di ostacoli. Barofsky è stato licenziato nel 2022 dopo che la banca avrebbe esercitato pressioni affinché limitasse le sue indagini. Successivamente, è stato reintegrato nel 2023 dopo l’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS, la maggiore banca svizzera. Il team di Barofsky ha scoperto archivi che documentano conti appartenenti a ufficiali di alto rango delle SS e ad intermediari svizzeri che facilitavano la movimentazione di beni saccheggiati dai nazisti. “Credit Suisse non ha sempre condiviso le informazioni in suo possesso,” ha dichiarato Barofsky in una lettera inviata alla Commissione senatoriale a dicembre 2024, confermando il ritrovamento di documenti chiave che erano stati omessi nelle precedenti inchieste.
La risposta di UBS e le prospettive future
UBS, che ha acquisito Credit Suisse nel 2023, ha dichiarato di essere impegnata nel far luce su questo oscuro capitolo della storia. “Siamo determinati a contribuire a un censimento completo degli ex conti legati ai nazisti detenuti nelle banche che hanno preceduto Credit Suisse,” ha affermato la banca, promettendo piena collaborazione con Barofsky e con le autorità americane. L’indagine della Commissione senatoriale americana è tuttora in corso e potrebbe portare a ulteriori rivelazioni. Nel frattempo, queste scoperte riaprono il dibattito sull’operato delle banche svizzere durante il conflitto mondiale, sottolineando come il loro ruolo sia stato più complesso e problematico di quanto fosse emerso negli anni Novanta.

