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Svizzera
Crash aereo Bassersdorf: gravi accuse contro Suter e Dosé
Redazione
18 anni fa
Sembra che gli ex responsabili di Crossair abbiano sviluppato nell''impresa una cultura della paura ai danni della sicurezza dei voli

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) rivolge critiche molto pesanti agli ex responsabili di Crossair, Moritz Suter e André Dosé, per l'incidente aereo che nel novembre del 2001 a Bassersdorf (ZH) provocò 24 morti. Stando all'atto d'accusa reso pubblico dalla Procura federale, i due dirigenti avrebbero sviluppato nell'impresa una "cultura della paura" ai danni della sicurezza nei voli. Tolleravano e addirittura promuovevano l'allentamento di norme di volo tra i piloti, scrive il MPC.Il processo a sei ex responsabili di Crossair si apre il 5 maggio davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Gli imputati sono accusati di omicidio colposo e di lesioni colpose gravi. Oltre ai morti, il crash del Jumbolino aveva causato il ferimento grave di nove persone. L'Ufficio d'inchiesta sugli infortuni aeronautici (UIIA) era giunto alla conclusione che il disastro era stato causato da errori del pilota. L'UIIA ha stabilito che il velivolo volava troppo basso. Al momento dell'atterraggio sulla pista 28 dell'aeroporto di Zurigo, il comandante di bordo non ha rispettato l'altezza minima di volo e ha ignorato i numerosi i segnali di allarme per nebbia e neve. L'aereo, proveniente da Berlino, era caduto in una zona boscosa a qualche chilometro dall'aeroporto di Zurigo Kloten.Nell'atto d'accusa ora reso pubblico, il MPC rivolge le contestazioni più gravi a Suter, fondatore della defunta compagnia Crossair. In particolare gli viene attribuita l'introduzione nel gruppo di una "cultura della paura" e di una gerarchia di tipo dittatoriale. Pur essendo consapevole della messa in pericolo della sicurezza dei voli, Suter ha preteso una politica espansionistica aggressiva. Ai piloti ha chiesto di operare in modo economicamente efficace, allentando determinate procedure. Il personale che rispettava questa strategia era premiato, sostiene l'atto d'accusa. Il documento precisa ad esempio che i piloti, che appoggiandosi sulle regole vigenti segnalavano errori e anomalie, erano minacciati di licenziamento. Suter ha anche impedito che i problemi rilevati nei voli privati del pilota all'oriogine del crash fossero riconosciuti.A Donzé, che ha preso il posto di Suter alla presidenza di Crossair, l'atto d'accusa rimprovera di aver perpetuato la stessa cultura imprenditoriale, marcata dalla paura, a spese della sicurezza. In particolare, dopo un incidente avvenuto a Nassenwil (ZH) nel 2000, Donzé non ha fatto nulla per eliminare le manchevolezze, note a lui e all'insieme della direzione. Donzé ha continuato a promuovere e tollerare inadempienze delle regole. Nella località zurighese, lo schianto, nel quale era pure protagonista un Jumbolino, aveva causato la morte di dieci persone. L'inchiesta era stata chiusa a causa della prescrizione. Il MPC aveva archiviato la procedura, conformemente alla requisitoria del giudice istruttore federale. Donzé conosceva le lacune del pilota all'origine della sciagura di Bassersdorf, ma non ha fatto nulla per impedirgli di volare, aggiunge l'atto d'accusa.ATS

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