
Nuova tensione tra Svizzera e Italia sul caso dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. Come riferito dal Corriere del Ticino, quattro famiglie di giovani italiani feriti e ricoverati il 1° gennaio all’ospedale di Sion hanno ricevuto fatture per oltre 100 mila franchi complessivi (una copia, precisiamo, in cui era indicato che non c'erano importi a carico delle famiglie), suscitando la dura reazione di Roma.
Lo Stato italiano «non pagherà un centesimo»
La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha definito «ripugnante» l’ipotesi che costi del genere possano ricadere sulle vittime o sull’Italia, affermando che lo Stato italiano «non pagherà un centesimo». Una posizione ribadita oggi dall’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, che ha incontrato il presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard. Secondo Cornado, le fatture – tre da 17 mila franchi e una da quasi 67 mila per un solo giorno di ricovero – sono «assolutamente esorbitanti» e dovranno essere coperte o dalla LAMal svizzera o dal Canton Vallese, ma «in nessun caso dalle famiglie né dallo Stato italiano».
Quale sistema assicurativo si deve assumere i costi?
Come già spiegato dal Canton Vallese al CdT, le famiglie non dovrebbero comunque farsi carico di alcuna spesa. Resta però da chiarire, tramite l’Istituzione comune LAMal e il Servizio sanitario italiano, quale sistema assicurativo debba assumersi i costi. Eventuali importi residui, aveva precisato il cantone, potrebbero essere coperti dal Servizio cantonale di aiuto alle vittime di reati (LAV). Cornado ha anche richiamato il caso di due cittadini svizzeri elitrasportati e curati per mesi all’ospedale Niguarda di Milano, senza che l’Italia abbia chiesto alcun rimborso, invocando quindi reciprocità di trattamento.
Contatto con il DFI
Dal canto suo Reynard, secondo quanto riferito dall’ambasciatore, non avrebbe margini legali per intervenire direttamente, suggerendo piuttosto un contatto con il Dipartimento federale dell’interno per cercare una soluzione a livello bilaterale. La questione passa dunque ora anche da Berna. Sullo sfondo resta una nuova frizione diplomatica legata alla tragedia di Crans-Montana, che continua a sollevare interrogativi e polemiche.

