
La governance della Fondazione Beloved è stata scossa nelle ultime settimane da diverse partenze, proprio mentre l’organizzazione ha iniziato a distribuire i primi aiuti alle famiglie delle vittime.
La fondazione
La fondazione, creata su impulso del Cantone Vallese e presieduta dall’ex consigliera federale Doris Leuthard, gestisce attualmente 24 milioni di franchi. Tra i principali contributi figurano 10 milioni del Vallese, 7 milioni del Cantone Vaud e 1 milione del Comune di Crans-Montana. La struttura era stata costituita in tempi record per rispondere alle esigenze delle famiglie delle 41 vittime della tragedia. Ora, con l’avvio della fase operativa, le dimissioni sollevano interrogativi sulla gestione dell’organizzazione.
Forte pressione
Christian Cardon, direttore dell’ufficio esecutivo della fondazione, riconosce che all’interno si è creata una forte pressione. Le richieste di aiuto sono arrivate in massa fin dalla nascita dell’ente e i suoi responsabili si trovano a dover prendere decisioni delicate sulla distribuzione dei fondi. Alcune famiglie lamentano inoltre una scarsa trasparenza sulle recenti dimissioni e temono possibili ripercussioni sull’erogazione degli aiuti.
Decisioni sui primi versamenti
Cardon assicura tuttavia che sono già state prese decisioni sui primi versamenti, senza rendere noti gli importi. Le priorità riguardano soprattutto chi non ha ancora ricevuto indennizzi, in particolare persone che soffrono di gravi traumi psicologici e che dopo la tragedia non sono state necessariamente ricoverate in ospedale. Lo stesso Cardon ammette infine che i membri del Consiglio potrebbero essere stati scelti male in origine. Le dimissioni, sostiene, possono diventare l’occasione per individuare nuovi profili più vicini alle esigenze delle famiglie, soprattutto sul fronte dei traumi psicologici.
Il rappresentante italiano ha ripreso le sue funzioni
Gian Lorenzo Cornado, membro del Consiglio della Fondazione Beloved, precisa che il rappresentante delle famiglie delle vittime italiane, l'Assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso, «non ha rassegnato le proprie dimissioni a causa di disaccordi con gli altri membri del Consiglio, ma unicamente in quanto l'agenda sovraccarica dei suoi impegni istituzionali non gli consentiva di dedicare il tempo e l'energia che avrebbe voluto alle attività della Fondazione». A seguito dell'accordo delle famiglie italiane e dei membri del Consiglio della Fondazione, «ha potuto riprendere le sue funzioni il 16 giugno scorso».

