
Dopo l’audizione della coppia che gestiva il bar Le Constellation a Crans-Montana, il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Catherine Seppey, ha disposto la custodia cautelare di Jacques Moretti, che resta tuttavia presunto innocente, come si legge in una nota diffusa nel pomeriggio dalla procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud. Per la prima volta, i due imputati, una coppia di origine corsa, sono stati interrogati alla presenza dei legali delle vittime. L’udienza, svoltasi venerdì mattina a Sion, non era destinata all’esame dei fatti contestati, bensì alla valutazione della situazione personale degli imputati. La sua compagna, Jessica Moretti, è stata invece rilasciata. La donna - stando a quanto anticipa 24 Heures - non è in carcere perché ha un figlio di dieci mesi: le avrebbero applicato anche la misura del braccialetto elettronico e dovrebbe presentarsi in Polizia ogni tre giorni.
Rischio di fuga
La carcerazione preventiva di Jacques Moretti va ricondotta a un potenziale rischio di fuga. «Tenuto conto delle dichiarazioni del signor Moretti, del suo percorso di vita e della sua situazione in Svizzera e all'estero, il Ministero pubblico ha ritenuto che il rischio di fuga fosse concreto», precisa il comunicato. «Per quanto riguarda la gerente, visto il suo percorso e i suoi legami personali, il Ministero pubblico ha ritenuto che una richiesta di misure sostitutive consentisse di ovviare al rischio di fuga».
L'audizione
Assieme alla moglie Jessica, Jacques Moretti è arrivato stamane in procura a Sion con i tre avvocati Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod, verso le 8:00. La coppia francese era scortata dalla polizia cantonale e ha dovuto farsi strada tra una cinquantina di giornalisti e fotografi svizzeri, italiani e francesi. L'interrogatorio, durato oltre sei ore, è stato condotto da tre procuratori, tra cui Catherine Seppey (incaricata dell'inchiesta) e Beatrice Pilloud. «L'udienza ha riguardato la loro situazione personale», ha precisato Pilloud a Keystone-ATS. La coppia si è mostrata collaborativa. Le questioni relative al dramma saranno chiarite prossimamente dalla giustizia vallesana. Diversi avvocati delle vittime hanno potuto assistere all'udienza e porre domande.
Jessica Moretti: "I miei pensieri costanti vanno alle vittime"
Al termine, Jacques Moretti è uscito a bordo di un furgone della polizia cantonale. Jessica, attesa dai giornalisti, ha tenuto a presentare le sue scuse. «I miei pensieri costanti vanno alle vittime. È una tragedia inimmaginabile e si è verificata nella nostra struttura. Posso solo scusarmi con tutte le vittime e le persone che ancora oggi lottano», ha affermato, visibilmente provata, secondo le immagini pubblicate sul sito di Léman Bleu. I suoi legali non hanno commentato. Per entrambi e sino al termine dell'inchiesta vale sempre la presunzione di innocenza. In una nota diffusa al termine dell'udienza, Romain Jordan, avvocato di diverse famiglie delle vittime ha affermato che «non spetta alla parte ricorrente commentare le questioni relative alla detenzione preventiva». «La preoccupazione principale delle famiglie rimane il rischio di scomparsa delle prove o di influenza nefasta sulle testimonianze da raccogliere, sia presso gli imputati che presso le autorità che hanno riconosciuto le lacune. Spetta al Ministero pubblico condurre senza indugio le indagini necessarie per ovviare a tale rischio. Decine di interrogatori» sono già stati condotti dalla polizia cantonale vallesana e/o dal Ministero pubblico, ha ricordato infine la procuratrice generale Pilloud.

