
La tragedia di Crans-Montana non smette di far discutere e di polarizzare il dibattito, dai due lati del confine. Al centro, questa volta, c’è il contributo di solidarietà alle vittime proposto ieri dal Consiglio Federale. Se in Italia c’è chi – come il Giornale – lo ha già etichettato come «mancetta», il tema non fa l’unanimità nemmeno in patria. A salire sulle barricate i due consiglieri nazionali ticinesi Lorenzo Quadri per la Lega e il democentrista Piero Marchesi. Entrambi, con posizioni simili, chiedono – in sostanza - che i soldi, invece che dalla Confederazione, vengano messi dai responsabili, in ordine: i coniugi Moretti, il comune di Crans e il Canton Vallese.
Quadri: «Non è un episodio assimilabile a Blatten o Valle Maggia»
«Non siamo davanti a un episodio di forza maggiore» dichiara Lorenzo Quadri «come potevano essere la Valle Maggia o Blatten, dove non ci sono dei responsabili ed è dunque corretto che l’intera comunità svizzera si debba impegnare. Nel caso concreto, ci sono dei responsabili già chiaramente identificati, altri che lo saranno nel corso dell’inchiesta (parliamo dei coniugi Moretti e, rispettivamente, del Comune e/o del Cantone) che devono occuparsi di eventuali risarcimenti».
Marchesi: «I responsabili hanno le risorse per intervenire»
«Voglio ricordare» aggiunge Piero Marchesi «che questo contributo alla fine totalizzerà 34 milioni di franchi che la Confederazione vuole elargire, quando il Comune di Crans-Montana ha un patrimonio di 140 milioni di franchi e che il Canton Vallese riceve oltre 800 milioni all’anno di perequazione finanziaria. Credo che sia il Comune, che il Cantone, che eventualmente in privati abbiano tutte le risorse per far fronte ai risarcimenti».
Gianini: «La solidarietà è comprensibile»
Posizioni, dicevamo, che in seno dalla Deputazione ticinese alle camere non fanno l’unanimità. «Credo sia comprensibile» spiega il Consigliere nazionale PLR Simone Gianini «che la Confederazione mostri solidarietà nell’ambito di questa tragedia. Aggiungo però che le regole devono essere chiare: secondo me questo contributo dovrebbe essere un anticipo rispetto ai veri risarcimenti che, alla fine, dovrebbero essere i responsabili a pagare». Insomma, fondamentale – secondo Giannini – è che la Confederazione disponga della cosiddetta possibilità di regresso nei confronti dei responsabili. E altrettanto centrale, per il Consigliere Nazionale, sarà la tavola rotonda a sostegno delle vittime, pensata per favorire il dialogo tra le parti.

