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Vallese
Crans-Montana, decisiva la rete europea: 35 pazienti trasferiti all’estero
Redazione
8 mesi fa
Dopo il rogo in Vallese, la Svizzera ha attivato il Meccanismo di protezione civile UE per garantire cure specialistiche ai feriti. Ne da notizia l'ufficio federale della protezione della popolazione.

In seguito al grave incendio avvenuto a Crans-Montana, la Svizzera ha dovuto affrontare un’emergenza sanitaria complessa, caratterizzata da un numero elevato di pazienti con ustioni gravi. Nelle prime ore successive all’evento, tutti i feriti hanno ricevuto le cure di primo soccorso negli ospedali svizzeri, che hanno garantito un intervento rapido ed efficace. Tuttavia, la necessità di trattamenti altamente specializzati e di lunga durata ha rapidamente messo sotto pressione le capacità nazionali. Per assicurare ai pazienti il miglior percorso terapeutico possibile, le autorità federali hanno quindi deciso di ricorrere al Meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, uno strumento pensato proprio per rispondere a eventi straordinari di questa portata.

Trasferimenti rapidi e coordinati in Europa

Tra il 2 e il 3 gennaio 2026, grazie al coordinamento dell’European Emergency Response Coordination Center (ERCC), sono stati trasferiti 35 pazienti verso cliniche specializzate in quattro Paesi europei: Belgio, Germania, Francia e Italia. Nel dettaglio, sette pazienti sono stati accolti in Belgio, sette in Germania, quindici in Francia e sei in Italia, con ulteriori trasferimenti ancora in corso. Le operazioni si sono svolte in tempi estremamente rapidi, utilizzando aerei ed eliambulanze messe a disposizione da diversi Stati, oltre ai mezzi della Rega. Nella scelta delle destinazioni si è tenuto conto non solo delle competenze cliniche, ma anche della vicinanza geografica, della lingua parlata dai pazienti e dei loro legami familiari, in stretto accordo con i parenti coinvolti.

La forza della solidarietà internazionale

L’emergenza di Crans-Montana ha dimostrato concretamente l’importanza della cooperazione internazionale nella gestione delle catastrofi. Oltre venti Paesi europei hanno offerto supporto sotto forma di posti letto, trasporti aerei e squadre mediche specializzate nel trattamento delle ustioni. In Svizzera, team medici francesi e italiani, i cosiddetti Burn Assessment Teams, sono operativi a Losanna e in Vallese per supportare gli ospedali locali. La Centrale nazionale d’allarme, nell’ambito della rete KATAMED, continua a coordinare gli interventi e a mantenere un contatto costante con l’ERCC. Questa risposta condivisa conferma come solo attraverso una rete europea solida e ben organizzata sia possibile affrontare efficacemente un afflusso massiccio di pazienti gravemente feriti, trasformando la solidarietà internazionale in cure concrete e tempestive.