
«Questa continua e infinita discussione sul tema è anche purtroppo animata, devo dire, dall’ambasciatore italiano in Svizzera. Ma lui, a mio giudizio, avrebbe il compito di portare maggior calma nei rapporti». Ignazio Cassis, consigliere federale a capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), commenta così a Ticinonews le tensioni nei rapporti tra Svizzera e Italia, alimentate recentemente dalle copie delle fatture inviate alle famiglie delle vittime dell’incendio scoppiato la notte di Capodanno all’interno de «Le Constellation» di Crans-Montana (Vallese).
«Le cadute di stile non aiutano»
Se da una parte c’è la comunicazione pubblica, dall’altra c’è il lavoro dietro le quinte. «Il rapporto diplomatico tra Svizzera e Italia continua ad andare bene, come negli ultimi anni». Insomma, «sul piano diplomatico la situazione è calma, ma queste cadute di stile a livello comunicativo non aiutano», aggiunge Cassis, chiedendo a tutti di «moderare i toni e tornare a una comunicazione più corretta».
«Nessuna crisi istituzionale»
Ma come risponde il capo del DFAE a chi chiede alle autorità federali di convocare l’ambasciatore italiano? «Abbiamo convocato Cornado, anche se convocare non è la parola giusta: abbiamo rapporti regolari con l’ambasciatore, così come con il mio omologo Tajani e con la premier Meloni. Questo dimostra che sul piano istituzionale non c’è un problema, non c’è nessuna crisi. Certo è – conclude – che continuare ad avere una comunicazione ‘un po’ eccitata’ non faciliterà quella ufficiale. In questo senso, credo che anche i colleghi italiani siano d’accordo».

