
A nove mesi dall’incendio di Crans-Montana, resta aperto il confronto sui costi delle cure prestate ai feriti italiani. Roma, si sa, ha rifiutato di rimborsare l'importo che, secondo RTS, ammonta a circa 1,5 milioni di franchi. Il Consiglio federale deve ancora decidere come procedere.
Il conto e le regole
La somma riguarda i trattamenti ricevuti in Svizzera da 12 cittadini italiani dopo la tragedia. In base agli accordi internazionali, di norma è il Paese di residenza del paziente a farsi carico delle cure ricevute all’estero. L’Italia, ha già rifiutato in aprile di sostenere queste spese.
Le fatture alle famiglie
La vicenda richiama la polemica scoppiata in primavera, quando alcune famiglie italiane ricevettero copie informative delle fatture ospedaliere. Il Canton Vallese chiarì che le copie erano state inviate a titolo informativo e che i parenti non avrebbero dovuto pagare: la gestione dei costi spettava agli enti e alle assicurazioni competenti. In caso di importi residui sarebbe intervenuto il Servizio per l’aiuto alle vittime. A Berna si è discusso anche di una possibile eccezione alle regole ordinarie, da concordare tra i due Paesi. Ma il Consiglio federale, chiarisce RTS, non ha ancora deciso.
A maggio Guy Parmelin aveva ribadito che le famiglie non avrebbero sostenuto le spese mediche e aveva annunciato che non sarebbero più state inviate loro copie delle fatture. Il rimborso tra Italia e Svizzera resta però da chiarire.
Le posizioni politiche
La consigliera nazionale Céline Weber (PVL/VD) chiede che l’Italia rispetti gli accordi. Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE) ritiene invece che la Svizzera dovrebbe compiere un gesto, viste le circostanze eccezionali.
Intanto, è stata definita la composizione della tavola rotonda incaricata di cercare soluzioni extragiudiziali per le vittime dell’incendio di Crans-Montana e i loro familiari. Il gruppo, presieduto dall’ex consigliere di Stato neocastellano Laurent Kurth, riunirà 20 persone, tra cui la municipale di Lugano Karin Valenzano Rossi, e rappresentanti delle vittime, delle autorità e delle assicurazioni. Un gruppo di esperti contribuirà a elaborare le proposte, sulle quali vittime e assicuratori potranno esprimersi nelle diverse fasi. L’obiettivo è evitare procedimenti giudiziari che potrebbero durare anni; la prima seduta è prevista probabilmente in autunno. La Confederazione potrà partecipare agli accordi con un contributo massimo di 20 milioni di franchi.

