
La Confederazione parteciperà con 20 milioni di franchi alla tavola rotonda istituita dopo il tragico incendio di Capodanno a Crans-Montana. Dopo gli Stati in giugno, oggi anche il Consiglio nazionale ha dato il suo benestare con 106 voti contro 87 e 4 astenuti.
Nel marzo scorso, il Parlamento aveva approvato, con una legge urgente, un contributo di solidarietà di 50 mila franchi per ogni vittima dell'incendio che ha causato 41 morti, soprattutto giovani e giovanissimi, e oltre cento feriti. Le camere avevano tuttavia rinviato la decisione sui fondi destinati per finanziare e organizzare una tavola rotonda con le persone coinvolte.
Questo finanziamento era in seguito stato approvato dal Consiglio degli Stati. Oggi è stata la volta del Nazionale. Scopo della tavola rotonda, presieduta dall'ex consigliere di Stato neocastellano Laurent Kurth, è riunire le vittime dell'incendio, i loro familiari, gli assicuratori interessati, le persone eventualmente tenute a versare indennizzi e le autorità. L'obiettivo finale è favorire la conclusione di accordi extragiudiziali.
Questa tavola rotonda, ha spiegato in aula il relatore commissionale Raphaël Mahaim (Verdi/VD), è importante ed è nell'interesse nazionale, non solo perché mira a facilitare il più possibile il raggiungimento di accordi amichevoli, ma anche per alleggerire il carico sui tribunali ed evitare, per quanto possibile, un sovraccarico della giustizia. Il gran numero di vittime, di famiglie delle vittime e di procedimenti giudiziari comporterà inevitabilmente cause dinanzi a diversi tribunali, fino ad arrivare al livello federale. «Vogliamo quindi evitare, per quanto possibile, questo sovraccarico», ha spiegato il vodese.
Il progetto adottato oggi sancisce nella legge il principio di una partecipazione della Confederazione, fino a un massimo di 20 milioni di franchi, per questi accordi. I costi di funzionamento della tavola rotonda sono invece coperti dal budget ordinario della Confederazione, ha precisato Mahaim. Per il 2026 sono già stati stanziati 1,25 milioni di franchi, mentre altri 1,25 milioni sono previsti per il 2027.
Durante le discussioni, il gruppo UDC ha chiesto di non entrare nel merito. «Non siamo contrari all'organizzazione della tavola rotonda, per la quale i fondi necessari sono già previsti a bilancio, non vi è tuttavia alcun motivo per cui la Confederazione debba concedere un contributo supplementare di 20 milioni di franchi», ha sostenuto Jacques Nicolet (UDC/VD). «Non spetta alla Confederazione sostituirsi alle assicurazioni», ha aggiunto.
Il vodese ha anche ricordato che Berna, pur non avendo alcuna responsabilità per questo tragico incendio, ha già fornito un contributo significativo, approvando uno stanziamento di 7,8 milioni di franchi destinato a finanziare un'indennità forfettaria di 50.000 franchi per ogni vittima ferita o deceduta. «Del resto, dove sono le indennità della Confederazione per le vittime degli incidenti stradali in Svizzera? Dove sono le indennità per le persone svizzere vittime della tragedia di Kerzers, del drammatico crollo di un ponteggio a Prilly o, più recentemente, di Zernez?», si è chiesto Nicolet.
Philipp Matthias Bregy (Centro/VS) ha replicato ricordando che non è la prima volta che la Confederazione interviene in situazioni di questo tipo, citando l'attentato terroristico di Luxor, in Egitto, e l'incidente aereo di Überlingen, sulla sponda tedesca del lago Bodanico. A suo avviso, un intervento della Confederazione è giustificato e importante e può rappresentare un ulteriore incentivo a trovare soluzioni.
«Il denaro, da solo, e certamente non una somma di 20 milioni di franchi, non può tuttavia rendere giustizia a una tragedia di tale portata, può invece contribuire ad alleviare la sofferenza delle vittime e delle loro famiglie e a fare in modo che situazioni simili possano essere evitate in futuro», ha sostenuto con successo Bregy.
Durante le discussioni la Camera ha respinto, con 101 voti contro 95, un emendamento di Simone Gianini (PLR/TI) che chiedeva di menzionare specificamente il ruolo del Canton Vallese e del comune di Crans-Montana nei criteri di assegnazione degli indennizzi. «La proposta obbligherebbe indirettamente il Cantone e il Comune a partecipare alla tavola rotonda, violando l'articolo della legge che prevede una partecipazione volontaria», ha spiegato il consigliere federale Beat Jans. Inoltre, ha aggiunto il ministro di giustizia, la tavola rotonda deve poter operare in autonomia anche senza la loro presenza diretta, evitando così scenari in cui alcuni avvocati si rifiuterebbero di partecipare se gli enti locali fossero presenti.
Il dossier torna alla Camera dei cantoni per una divergenza minore: in prima lettura i «senatori» avevano deciso che il presidente della tavola rotonda deve definire le norme organizzative e procedurali «previa consultazione dei partecipanti». Oggi il Nazionale ha detto che deve farlo «d'intesa con i partecipanti».

