Covid pass in azienda: il 39% lo approva, il 23% lo respinge
Dall’analisi della scuola universitaria di scienze di Zurigo applicate emerge che il 16% ha un’opinione molto positiva del certificato Covid
di Keystone-ATS/MMINO
Covid pass in azienda: il 39% lo approva, il 23% lo respinge
Immagine CdT

Le aziende sono divise riguardo al giudizio da dare al certificato Covid: il 39% delle piccole e medie imprese (PMI) interpellate nell’ambito di un sondaggio nella Svizzera tedesca lo approva, mentre il 23% lo respinge. Una consistente quota del 36% ha una posizione neutra sul tema e il rimanente 2% non risponde. Nel dettaglio, dall’analisi effettuata per conto della scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo emerge che il 16% ha un’opinione molto positiva del pass sanitario, il 23% positiva, il 14% negativa e il 9% molto negativa.

La pandemia ha un impatto sul lavoro
“Complessivamente molte PMI non vedono quindi grandi svantaggi, ma la percezione è molto diversa da settore a settore”, afferma il responsabile dello studio, Andreas Schweizer, citato in un comunicato. Il ramo più critico è quello alberghiero e della ristorazione, con il 58% che giudica il certificato negativo e solo il 25% positivo. Sul fronte opposto si trova il commercio al dettaglio (51% di positivi), il comparto dell’informazione e della comunicazione (49%) e il commercio all’ingrosso (46%). La pandemia continua peraltro ad avere un impatto sul lavoro: il 27% delle imprese interrogate ha licenziato personale negli ultimi sei mesi e di queste la maggioranza, pari al 19%, lo ha fatto a causa della crisi del coronavirus. “Questo valore è superiore a quello delle aziende che prevedevano di ridurre l’organico nel marzo scorso”, osserva Schweizer, facendo riferimento a un precedente rilevamento periodico. Fra marzo 2020 e il marzo 2021 il 35% delle PMI ha revocato rapporti di lavoro.

Cambiano le prospettive
Intanto però il giudizio sul futuro non è mai stato così positivo dallo scoppio della pandemia: la quota di aziende che ritiene che il Covid-19 avrà un impatto negativo sull’andamento degli affari nei prossimi 12 mesi è sceso al 39%, contro il 53% di marzo. E i due terzi giudicano buona o molto buona la domanda attuale dei loro prodotti o servizi. Il 51% è comunque confrontato con problemi seri a causa delle difficoltà di approvvigionamento. Sul fronte della liquidità, il 43% delle ditte ha chiesto un prestito Covid garantito dalla Confederazione. Poco più di due terzi di loro non l’hanno ancora rimborsato completamente e il 7% delle PMI dicono che non saranno in grado di ripagarlo nemmeno in futuro, valore significativamente inferiore a quello registrato in marzo (24%).

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