
I casi continuano ad aumentare, così come i decessi e le ospedalizzazioni. Il Consiglio federale, per questo motivo ha deciso di decretare alcune nuove misure anti-Covid, tra cui chiusura alle 23.00 per i ristoranti e bar, chiusura di discoteche e sale da ballo, dal 2 novembre corsi universitari solo online, vietati gli eventi con più di 50 persone e le attività sportive e culturali con oltre 15 partecipanti, estensione dell’obbligo di mascherina. Sono le nuove misure per limitare la diffusione del corornavirus decise oggi dal Consiglio federale, dopo aver consultato i cantoni. Entreranno in vigore domani a tempo indeterminato. Lo scopo delle nuove disposizioni è di limitare al minimo i contatti fra le persone. Il numero di nuovi casi e di ricoveri aumentano in modo esponenziale e il Consiglio federale vuole evitare il sovraccarico dei reparti di terapia intensiva e del personale sanitario negli ospedali. Le discoteche e sale da ballo dovranno chiudere i battenti perché - spiega un comunicato - “il rischio di diffusione del virus è particolarmente elevato”. I ristoranti e nei bar cesseranno l’attività tre le 23.00 e le 6.00 e potranno accogliere un massimo di quattro clienti per tavolo, ad eccezione delle famiglie con bambini. Anche negli spazi privati non sono consentiti raduni di oltre 10 persone fra famigliari e amici.

Giro di vite per eventi e attività sportive e culturali
Non sono più ammessi eventi con oltre 50 persone. Ciò vale per tutte le manifestazioni sportive, culturali e di altro tipo, ad eccezione delle assemblee parlamentari e comunali. Sono possibili invece le manifestazioni politiche e la raccolta di firme per referendum e iniziative con le necessarie misure di protezione. Le attività amatoriali sportive e culturali svolte al chiuso potranno avere al massimo 15 partecipanti, a condizione che si possa mantenere una distanza sufficiente e che si indossi una maschera. Si può fare a meno delle mascherine se c’è spazio sufficiente, come ad esempio nei campi da tennis al coperto o nei grandi padiglioni. Gli sport di contatto invece sono vietati. Queste disposizioni non si applicano ai ragazzi sotto i 16 anni. Ai professionisti del settore dello sport e della cultura sono consentiti gli allenamenti e le competizioni, nonché le prove e le esibizioni. Poiché il canto è un’attività a rischio perché rilascia un’elevata quantità di goccioline di saliva nell’aria, gli eventi delle corali amatoriali sono vietati, i cori professionisti invece sono autorizzati a provare. La formazione dovrà svolgersi a distanza da lunedì prossimo e l’insegnamento in presenza sarà consentito solo nelle scuole dell’obbligo e nelle scuole secondarie superiori (liceo e formazione professionale).
Esteso l’obbligo di indossare mascherine
L’obbligo di indossare la maschera sarà esteso alle zone pedonali delle città, all’esterno di negozi e ristoranti e negli spazi pubblici dove la distanza richiesta non può essere mantenuta. Anche nelle scuole a partire dal livello secondario II e in altre istituzioni educative e di assistenza occorrerà indossarla. Lo stesso vale per i luoghi di lavoro, dove non è possibile mantenere la distanza. I datori di lavoro, dal canto loro, devono favorire il telelavoro dove possibile e garantire la protezione dei dipendenti, precisa ancora la nota. Dall’obbligo di mascherina sono esonerati solo i bambini sotto i 12 anni, chi non può indossarla per motivi medici e i clienti di ristoranti e nei bar quando sono seduti a un tavolo.
Test rapidi
Da settimana prossima inoltre si potranno effettuare test rapidi in aggiunta ai tamponi già in uso per permettere analisi più ampie e più veloci. I casi positivi potranno così essere rapidamente individuati e isolati. L’accuratezza dei test rapidi è stata valutata dal “Centre national de Référence pour Infections Virales Emergentes” (CRIVE) di Ginevra: sono meno sensibili dei normali tamponi, ma si sono rivelati particolarmente utili quando una persona è contagiosa.
L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) prevede l’impiego di questi test solo per le persone con sintomi da meno di quattro giorni e non particolarmente vulnerabili e per gli asintomatici che hanno ricevuto una notifica dall’App Swiss Covid. Se il test è positivo, sarà necessario confermare il risultato con un normale tampone, ma nel frattempo le persone interessate saranno isolate immediatamente. I test rapidi sono rimborsati dalla Confederazione, ma unicamente se sono stati effettuati in conformità alle raccomandazioni dell’UFSP.
Nuove soglie per paesi a rischio
Il Consiglio federale ha inoltre adeguato la soglia per l’inclusione nella lista dei paesi a regioni di rischio di coronavirus visto che l’incidenza della malattia in Svizzera è ora superiore alla media europea. Da domani solo i Paesi e i territori la cui incidenza è superiore di 60 casi a quella elvetica saranno inclusi nell’elenco. Saranno adattate anche le disposizioni per l’esenzione dell’obbligo di quarantena per chi viaggia per affari o per motivi di salute e sarà abolita la regola di un massimo di cinque giorni.
Alla Conferenza sono presenti Simonetta Sommaruga, presidente della Confederazione, capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), Alain Berset, consigliere federale, capo del Dipartimento federale dell’interno (DFI) e Guy Parmelin, consigliere federale, capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
17:23 - Fine Conferenza stampa
17:19 - “Eventi dove ci saranno gare di scii, ci potranno essere più di 50 persone fra sportivi e staff?”
Berse: “Non vengono contati i volontari, limita solo gli spettatori”.
17:15 - “Perché i membri dell’esercito non devono fare qualcosa?”
Berset: “Non dobbiamo dimenticare l’impegno dell’esercito in una situazione del genere, questo può essere fatto in maniera sussidiaria. Io sono disposto ad analizzare la situazione se fosse necessario farla”.
17:13 - “Le misure sono sufficienti per poter evitare un crollo del sistema sanitario? Le mascherine all’esterno sono utili?”
Berset: “Le misure adottate oggi sono sufficienti per il sovraccarico del sistema ospedaliero: spero di sì. Ma noi non possiamo fare previsioni, noi pensiamo che abbiamo un effetto marcato. In questo modo, indossando la mascherina, possono limitare i contagi”.
17:10 - “Tutto è limitato a 15 persone, anche per lo sport a 50 persone. Che cifre sono?”
Berset: “Cinquanta spettatori. Il limite di 15 si riferisce al numero che si possono trovare per praticare un’attività sportiva. Cinquanta sono gli spettatori”.
17:09 - “Coprifuoco dalle 23 alle 6? O arrestate quelli che corrono alle 5?”
Berset: “Non c’è un coprifuoco, non c’è coprifuoco da noi. C’è un ordine di chiusura degli esercizi pubblici”.
17:05 - “La fase rossa ma siamo ancora nella situazione particolare. È sufficiente?”
Sommaruga: ”In questo ambito il CF può adottare moltissime misure, abbiamo la legge sul Covid nella situazione particolare con i Cantoni che possono adottare nuove misure. È un’analisi che facciamo costantemente ed è per questo il colore è rosso e non dobbiamo aspettare di indire la situazione straordinaria per dire che le cose si fanno serie e gravi. La situazione straordinaria è una situazione giuridica”.
17:03 - “Gli ospedali diminuiscono le operazioni non necessarie”
Berset: “Dobbiamo ridurre le operazioni, dobbiamo assicurare le postazioni negli ospedali, dobbiamo anche fare in modo che nelle strutture le possibilità di contagio venga ridotta ma speriamo che davvero funzioni”.
17:01 - “Cosa si fa con le visite in case per anziani?”
Berset: “Bisogna fare attenzione con le persone anziane, rischiano la vita perché il Covid può anche purtroppo portare alla morte. Non ci si può comunque aspettare che il Consiglio federale regolamenti tutto al minimo dettaglio. Dobbiamo cercare di limitare i contatti”.
16:59 - “Come avverranno i festeggiamenti natalizi?”
Michael Gerber: “Io penso che bisogna guardare se le feste avvengono nell’ambito famigliare. Il limite delle 10 persone vale, sono persone, non c’è una norma straordinaria da prendere. Questo limite deve essere tenuto basso e dobbiamo rispettare le norme”.
16:54 - “Mascherina. Come avverrà il controllo? Ci saranno multe?”
Berset: ”C’è una norma chiara per quello che riguarda l’esterno e l’interno. Dobbiamo usare il buon senso per l’esterno. È possibile anche che vengano date multe, per fare qualcosa contro le persone che non si attengono alle regole”.
16:53 - “Cosa vuol dire per il settore sciistico?”
Sommaruga: “La Svizzera per gli altri paesi è un paese a rischio e questo è veleno per il turismo. Le decisioni del CF odierne trattano proprio di questo, non sono previste ulteriori misure per il settore invernale ma è chiaro che ci saranno ripercussioni per il turismo. Siamo convinti che sia possibile, ma tutti devono partecipare”.
16:51 - “Non bisogna andare in panico ma questo è l’ultimo momento prima del grande passo. Ci saranno nuove misure?”
Berset:” Vediamo. Oggi arriviamo con le misure più drastiche che siamo riusciti a immaginare prima di andare in un lockdown, ma noi dobbiamo renderci conto”.
Kuster: “Ci vuole tempo prima di poter valutare la ripercussione delle misure, sia la confederazione che i cantoni hanno già adottato misure molto drastiche, poi valuteremo se saranno necessarie nuove misure, o meno”.
16:49 - “Oggi i casi sono tanti, in generale dobbiamo aspettare che arriverà una situazione d’emergenza per agire?”
Berset: “Non ci si alza un mattino e si dice di adottare nuove misure. Il coordinamento fa parte di una strategia con i Cantoni e questo funziona. Non abbiamo una situazione completamente sconosciuta, quindi c’è un fronte compatto per reagire. Ci sono pareri diversi e in una democrazia bisogna fare attenzione a reagire. Ora possiamo essere più precisi, è questo che deve fare un esecutivo non agire a caso ma con precisione”.
16:46 - “Se le cose non funzionassero adesso, se i contagi non venissero controllati cosa si fa?”
Berset: “Noi abbiamo un piano strategico che seguiamo, abbiamo fatto tutto per prevenzione. Alcune settimane fa abbiamo messo questo limite su 60 su 100mila abitanti. Oggi abbiamo una cifra 10 volte superiore. Non abbiamo un automatismo, noi speriamo che la situazione possa evolversi in modo contenuto, ed è questo che dobbiamo avere: un contenimento della situazione”.
16:44 - “Paesi che hanno meno casi hanno misure più restrittive, perché?”
Berset: “È una scelta, adesso possiamo seguire queste regole e dobbiamo trovare la via giusta. Già a marzo abbiamo fatto qualcosa in questa direzione trovando una via che non era la stessa degli altri paesi. Se le cose non funzionano andremo a prendere altre misure, il prossimo passo avrà grandi conseguenze”.
16:42 - “Perché avete perso tempo?”
Sommaruga: “Non abbiamo perso tempo, i Cantoni nel frattempo avevano agito e la Confederazione ha già preso una decisione su richiesta dei cantoni anche settimane fa. Dobbiamo soppesare quando prendiamo le misure, ora partiamo dal presupposto che abbiamo pensato a tutte le msiure”.
16:42 - Domande
16:40 - Misure sanitarie devono essere rispettate
Parmelin: ”Solo rispettando le misure riusciremo a bloccare la seconda ondata. L’esperienza ha mostrato che tornare alla vita normale sarebbe stata la medicina per le nostre aziende e l’economia tutta. Dobbiamo fare di tutto per rispettare le misure”.
16:39 - Lavoratori su chiamata
Parmelin: “Con la legge Covid il CF può prevedere di versare un indennità perdita di guadagno per le persone che devono interrompere. Il CF prevede di concedere all’indennità di lavoro ridotto per i lavoratori a chiamata”.
16:36 - Misure di sostegno a disposizione
Parmelin: “Il CF si è chinato sulle decisioni economiche del sistema sanitario. Gli strumenti attualmente a disposizione permettono di rispondere alle sfide che il paese deve affrontare. Con la legge Covid-19 varata dal Parlamento abbiamo le basi legali e sono a disposizione. Ogni misura sanitaria ha il suo prezzo ma il peggioramento della pandemia può spingere a un cambiamento delle economie domestiche che avrà un impatto negativo. Tutte le misura di sostegno restano a disposizione. I Cantoni possono aiutare le aziende particolarmente colpite e la Confederazione parteciperà alle spese”.
16:34 - “Abbiamo gli strumenti giusti”
Guy Parmelin: “Per il CF è importante che la sanità e l’economia non vengano opposte. Se noi riusciamo a contenere i numeri di contagi i costi dell’economia verranno contenuti, alcuni settori e alcune aziende soffriranno. Oggi posso constatare che al momento abbiamo in mano gli strumenti giusti per poter fare in modo di inserire la legge sul Covid-19 e il lavoro ridotto. Anche il sistema finanziario è contenuto in questa legge. Oggi il CF ha deciso che anche i collaboratori su chiamata abbiano il diritto all’indennità di lavoro ridotto”.
16:33 - Evitare la grande chiusura
Berset: “Dobbiamo ridurre le cifre di riproduzione con le misure incisive che sono difficili ma necessarie per evitare la grande chiusura”.
16:31 - Incidenza 700 casi per 100mila abitanti
Berset: “Incidenza molto più elevata. La regola che valeva finora non è più allineata alla realtà e la modifica dell’ordinanza prevede che nell’elenco vengano inseriti soltanto gli Stati e le regioni la cui incidenza è superiore di 60 unità rispetto a quella della Svizzera. Queste misure sono decisive per evitare il lockdown e per cercare di evitare quello che abbiamo avuto a marzo”.
16:30 - Test rapidi
Berset: “Potremo usare i test rapidi, dopo 15 minuti possiamo vedere se le persone sono positive. Forse avremo 50mila test in più ogni giorno, avremo circa 80mila test ogni giorno. Questi test rapidi non sono auto test, vengono fatti nei check-point e questo è importante garantire la qualità. Sono i cantoni che decideranno come attuare i test”.
16:28 - Mascherina all’esterno
Berset: “Mascherina da mettere quando non c’è possibilità di mantenere le distanze, inoltre anche nelle scuole post-obbligatorie dovranno essere adottate. I cantoni possono solo mettere misure in più ma non toglierne. Sono misure che intralciano la vita economica e sociale, sono misura indispensabili e noi osserveremo gli effetti delle misure nei prossimi giorni”.
16:26 - Chiusura alle 23 dei ristoranti
Berset: “C’è l’obbligo di prendere i dati dei contatti e i ristoranti dovranno chiudere alle 23, anche gli eventi privati hanno visto una riduzione delle persone riunite. Gli sport di contatto sono vietati. Anche i cori sono vietati, tranne che per i professionisti”.
16:25 - 50 persone allo stadio
Berset: “Noi tutti dobbiamo fare qualcosa per limitare i danni. Le manifestazioni pubbliche sono limitate a 50 persone, le partite, eventi culturali e questo tocca anche le manifestazioni religiose e questa è una base per i Cantoni”.
16:23 - Campagna in rosso
Berset: “La campagna della Confederazione è passata in rosso. Dobbiamo adottare misure più restrittive e questo avverà in tutti i Cantoni. Non ci dobbiamo agitare, ma andare avanti mano nella mano. In ottobre abbiamo iniziato a dialogare con i Cantoni, le misure adottate finora non sono sufficienti, osserviamo quello che capita e dobbiamo reagire. Per questo motivo ho proposto di prendere queste nuove misure ed entreranno in vigore dal 29 ottobre”.
16:22 - “La situazione non è semplice”
Sommargua: “Vogliamo tornare a una vita più normale possibile, abbiamo bisogno la vicinanza alle altre persone, questa incertezza sul futuro grava su tutti noi ma una cosa è sicura: più rapidamente avremo in pugno la situazione più velocemente potremo ricominciare”.
16:20 - Regole per tutti i Cantoni, nessuno può allentare
Sommaruga: “I Cantoni non possono scegliere misure minori ma, i Cantoni possono mettere misure più restrittive. L’Università dovrà passare all’insegnamento online e le mascherine dovranno essere indossate anche nei licei e nelle scuole post-obbligatorie”.
16:18 - Le nuove misure: “Evitare lockdown”
Sommaruga: “I contagi di coronavirus aumentano giorno dopo giorno e per questo abbiamo deciso di inserire nuove misure. Con queste il Consiglio federale vuole ridurre il numero di contagi, nessuno vuole un secondo lockdown. Concretamente vogliamo impedire di chiudere fabbriche e negozi. Tutti noi vogliamo che la Svizzera gestisca e superi iniseme questa crisi, ciò che ci unisce è più forte da quello che ci divide. Tutti noi vogliamo che la Svizzera superi questa crisi in modo unito”.
16:15 - Inizia la Conferenza stampa
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