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Svizzera
Covid, forte aumento dei pazienti in cure intensive
© CdT/Gabriele Putzu
© CdT/Gabriele Putzu
Keystone-ats
5 anni fa
La stragrande dei ricoverati non è vaccinata contro il coronavirus. A lanciare l’allarme è la Società svizzera di medicina interna generale: “Vaccinatevi!”

Negli ultimi giorni, si assiste a un forte aumento del numero di malati gravi di Covid-19 nei reparti di terapia intensiva di tutta la Svizzera. Questi pazienti sono sempre più giovani e la stragrande maggioranza non è vaccinata.

“Ci sarà un peggioramento”
A lanciare l’allarme oggi è la Società svizzera di medicina interna generale (SSMIG), aggiungendo che il personale attivo in questi reparti, sotto pressione per quasi un anno e mezzo, lo sarà probabilmente di nuovo. La SSMIG afferma di non poter escludere un ulteriore peggioramento sul fronte della carenza di personale di cure intensive, ciò che porterebbe a una recrudescenza della situazione in queste unità.

“Vaccinatevi”
Visto il contesto, la SSMIG ribadisce che la vaccinazione è una misura cruciale per gestire efficacemente la pandemia. Incoraggia quindi tutti coloro che possono a vaccinarsi il più presto possibile, compresi i giovani.

Da gennaio 122 ricoveri malgrado il vaccino, su un totale di 7’278
Dalla fine di gennaio, 122 persone hanno dovuto essere ricoverate in ospedale affette da Covid-19 malgrado fossero completamente vaccinate.

23 sono morte, 21 di loro avevano più di 80 anni.

In totale, dal 27 gennaio ci sono stati 782 casi di infezioni in persone che erano state vaccinate con due dosi da almeno 14 giorni, rileva oggi l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) nel suo rapporto settimanale sulla situazione.

Si tuttavia può ipotizzare un numero considerevole di casi non segnalati, che non hanno richiesto cure mediche. In relazione ai 229’037 casi segnalati di infezione da coronavirus nello stesso periodo, così come ai ricoveri e ai decessi, il numero di malati fra i vaccinati è “molto basso”, scrive l’UFSP. Ed è probabile che si situi ai livelli attesi secondo gli studi di approvazione dei vaccini. La metà dei ricoverati aveva più di 80 anni. Ventisette pazienti avevano tra i 70 e i 79 anni, 13 tra i 60 e i 69, 14 tra i 50 e i 59 e il 7% meno di 50 anni. Di coloro che sono morti nonostante la vaccinazione, 21 avevano più di 80 anni, uno tra 70 e 79 anni e uno tra 50 e 59 anni. L’UFSP sottolinea che i vaccini disponibili in Svizzera proteggono “con un’elevata efficacia contro le infezioni sintomatiche” e “contro i decorsi gravi della malattia” anche con la variante delta. L’efficacia dei due vaccini è del 94-95%.

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