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Svizzera
Covid, fino a 2500 militari in aiuto ai Cantoni
© CdT/Gabriele Putzu
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Keystone-ats
5 anni fa
I militi dell’esercito saranno impiegati su richiesta dei Cantoni nel caso in cui i mezzi civili impiegati si rivelassero insufficienti

In caso di necessità, tenuto conto della situazione tesa sul fronte della pandemia, i cantoni in difficoltà potranno contare sul sostegno di 2500 militi al massimo.

Tali prestazioni, con scadenza il 31 marzo, saranno fornite in primo luogo da formazioni che stanno svolgendo il corso di ripetizione, da volontari con istruzione sanitaria e da militari in ferma continuata delle truppe sanitarie. Negli scorsi giorni hanno preventivamente chiesto il sostegno delle forze armate i Cantoni di Giura, Neuchâtel e Vallese.

Il Consiglio federale ha deciso oggi di mettere a disposizione al massimo 2500 soldati che potranno fornire supporto agli ospedali nella cura e nel trasporto di pazienti nonché ai Cantoni nella vaccinazione, indica una nota odierna del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).

A causa dell’alto numero di casi e della situazione negli ospedali, il governo non esclude che i Cantoni potranno avere problemi con le risorse disponibili. Questo terzo servizio d’appoggio si aggiunge a quelli della primavera e dell’autunno del 2020.

Il ricorso ai militari avviene su richiesta dei Cantoni e qualora i mezzi civili non fossero sufficienti, aggiunge la nota, precisando che tale impiego richiede l’avallo del Parlamento poiché superiore alle tre settimane stabilite dalla legge.

Necessità comprovata

Anche in futuro, in occasione della presentazione delle loro richieste, i Cantoni dovranno dimostrare di aver esaurito tutti i mezzi e gli strumenti civili a loro disposizione, ossia i mezzi della protezione civile, del servizio civile, dei pompieri e quelli del settore privato.

Occorrerà tra l’altro comprovare che non è possibile reclutare personale supplementare sul mercato del lavoro, che la possibilità di impiegare disoccupati è stata esaurita e che gli studenti in medicina, i samaritani e gli altri volontari contattati non sono più disponibili. Sarà inoltre necessario dimostrare che altre strutture sanitarie non possono più accogliere pazienti e che gli interventi medici non urgenti devono essere rinviati per poter garantire delle disponibilità.

UFSP verificherà bisogno

La verifica dei requisiti e l’elaborazione delle richieste saranno delegate all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in qualità di presidente dello Stato maggiore federale Protezione della popolazione.

D’intesa con la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità, lo Stato maggiore federale controlla che i criteri per la sussidiarietà siano soddisfatti e risponde alle richieste dei Cantoni. L’assegnazione dei mezzi dell’esercito spetta all’Organo di coordinamento sanitario (OCSAN). Successivamente l’esercito concluderà un accordo sull’entità e sulla durata delle prestazioni militari con l’istituto civile interessato.

No specialisti della sanità

Le prestazioni di sostegno dell’esercito saranno fornite in primo luogo da formazioni che stanno svolgendo il corso di ripetizione, da volontari con istruzione sanitaria e da militari in ferma continuata delle truppe sanitarie.

Se il fabbisogno di personale è superiore all’effettivo disponibile di specialisti sanitari, può rendersi necessario convocare delle formazioni in prontezza elevata che non sono in servizio, escluse le persone che lavorano nella sanità pubblica civile.

Ai militari sono riconosciuti i giorni d’impiego per la durata di un corso di ripetizione ordinario, ossia 19 giorni. Il Consiglio federale deciderà in un secondo momento sull’eventuale possibilità di un ulteriore computo sul totale obbligatorio di giorni di servizio d’istruzione. Per gli impieghi nella primavera e nell’autunno del 2020 sono stati computati fino a due corsi di ripetizione.

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