
Nonostante l’enorme dibattito attorno al coronavirus, la popolazione svizzera teme molto di più altre malattie e la resistenza agli antibiotici, nonché la contaminazione dell’acqua potabile, rispetto ai contagi da Covid-19. È quanto emerge da uno studio dell’Istituto demoscopico Sotomo realizzato per conto dell’assicurazione malattia CSS.
Il Covid è il più temuto per lo 0,6%
Stando all’indagine - che è stata condotta ad inizio giugno, ovvero dopo il picco della prima ondata della pandemia - il coronavirus rappresenta la malattia più temuta unicamente per lo 0,6% delle 4’217 persone interrogate nelle tre regioni linguistiche del Paese. E soltanto lo 0,3% ritiene l’infezione da Covid-19 come la malattia più grave finora conosciuta.
Più del 66% si farebbe vaccinare
Tuttavia circa il 33% degli interpellati si vaccinerebbe sicuramente contro il coronavirus e il 30% lo farebbe probabilmente qualora un vaccino fosse disponibile, indica la CSS in una nota odierna. La propensione a farsi vaccinare è più elevata presso le persone anziane.
Successo delle misure di prevenzione
Grazie al successo delle misure di prevenzione, il Covid-19 rappresenta solo per poche persone un’esperienza di malattia grave direttamente affrontata o vissuta da loro conoscenti. Complessivamente il 38% è d’avviso che le pandemie costituiscano un rischio importante per la società.
I più temuti: resistenza agli antibiotici, malattie psichiche e inquinamento dell’acqua potabile
Tale cifra sembra modesta rispetto ad altre sfide di sanità pubblica, sottolinea la CSS. A titolo di paragone, il 72% afferma che la diffusione di germi resistenti agli antibiotici rappresenta una grande pericolo per la società, il 63% teme le malattie psichiche per le loro conseguenze e oltre la metà (53%) vede un grave rischio nell’inquinamento dell’acqua potabile a causa di ormoni o pesticidi.
Giovani si sentono spesso malati
Sempre stando allo studio, pur godendo di buona salute, i giovani si sentono spesso malati. In tutte le fasce d’età a partire da 18 anni, oltre il 90% afferma di essere già stato gravemente malato almeno una volta. Se per i giovani figurano in primo piano le malattie psichiche, le ferite e le infezioni, tra gli anziani ad essere più frequenti sono le malattie cardiovascolari, i tumori e i disturbi all’apparato motorio.
Paura delle reazioni
Numerose persone interrogate si dicono preoccupate dalle malattie a causa della paura delle reazioni del loro entourage e della società. Oltre un quinto ritiene inoltre che la Svizzera disponga di una conoscenza sufficiente di tutti i tipi di malattia. Il timore di essere incompresi è particolarmente diffuso nella giovane generazione. Nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 35 anni, il 58% afferma di nascondere potenzialmente una malattia a causa delle reazioni che potrebbe suscitare. Tra gli ultra 65enni tale quota si situa attorno al 34%.
Il ticinese si rivolge più spesso a medico
Dall’indagine risulta inoltre che i Ticinesi si rivolgono più spesso a un medico rispetto agli Svizzeri tedeschi. In quest’ultima regione linguistica la metà degli interrogati aspetta di vedere se i sintomi di una malattia scompaiono da soli prima di consultare un medico. In Romandia, procede così il 37% degli interpellati, mentre nella Svizzera italiana soltanto un quarto.
Infine, la fonte di informazione più importante per tutte le fasce d’età resta il medico di famiglia (72%), seguito da internet (46%). Circa il 60% delle persone intervistate, in particolare i 18-25enni, dichiara tuttavia di essersi sentita mal informata sul web.
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