
Continua ad aumentare il numero di persone occupate in Svizzera: nel primo trimestre di quest'anno sono cresciute dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il tasso di sottoccupazione è rimasto stabile al 7%. L'impatto del coronavirus sui dati dei primi tre mesi dell'anno è solo marginale, ma dalle prime stime emerge un calo delle ore di lavoro nel corso delle ultime due settimane del trimestre.
Le misure di protezione decretate dal Consiglio federale il 16 marzo hanno riguardato solo due delle 13 settimane del trimestre. Gli indicatori della popolazione attiva occupata e della disoccupazione ai sensi dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) sono quindi stati influenzati solo marginalmente, spiega l'Ufficio federale di statistica (UST) in un comunicato odierno.
Nei primi tre mesi dell'anno gli occupati a livello nazionale erano 5,103 milioni. L'aumento su base annua è stato più marcato per gli uomini (1,2%) rispetto alle donne (1,0%). In Ticino gli occupati erano 233'000, +2,3% su base annua; una progressione dovuta unicamente agli uomini (+6,2%) poiché diminuisce il numero di donne occupate (-2,6%).
In termini di equivalenti a tempo pieno (ETP), l'incremento a livello nazionale è stato pari all'1,6% (uomini +1,1%, donne +2,4%). Corretto dalle variazioni stagionali, l'andamento del numero di persone occupate e di quello di ETP risultano in crescita rispettivamente dello 0,4 e dello 0,9%.
I lavoratori stranieri sono aumentati del 3,2% in un anno, gli svizzeri dello 0,2%. Fra i primi la categoria che ha registrato la maggiore progressione sono i frontalieri: +4,5%. Parte dell'incremento si spiega però con i ritardi accumulati dal sistema d'informazione centrale sulla migrazione del canton Ticino, spiega l'UST. Inoltre a causa del crisi legata al coronavirus molti pendolari potrebbero aver perso il lavoro, ma figurano ancora nel sistema d'informazione.
Il tasso di disoccupazione ai sensi dell'ILO nel primo trimestre di quest'anno è sceso al 4,5% contro 4,9% nello stesso periodo del 2019. Per i giovani dai 15 ai 24 anni è rimasto stabile al 7,2%, mentre è calato nelle altre fasce di età. La percentuale di disoccupati si è ridotta fra le donne, le persone senza formazione post-obbligatoria e sia fra gli svizzeri che fra gli stranieri. In Ticino il tasso di disoccupazione si è attestato al 5,6%.
La sottoccupazione (persone che vorrebbe aumentare la percentuale di lavoro) è rimasta invariata al 7% del totale dei lavoratori a tempo parziale (1,744 milioni) con notevoli differenze di genere poiché per gli uomini era del 3,7% mentre per le donne del 10,8%.
Con la crisi dovuta alla pandemia la carenza di lavoro rischia di inasprirsi: in base a una prima stima le ore di lavoro settimanali si sono ridotte del 5,1% nelle ultime due settimane rispetto al resto del trimestre, con un calo è stato più marcato tra gli indipendenti (–6,9%) rispetto ai lavoratori dipendenti (–4,7%). In realtà, spiega l'UST, la contrazione della durata di lavoro potrebbe essere superiore poiché molte persone erano in ferie nelle prime 11 settimane del trimestre (l’8,0% contro il 2,1% nelle ultime due).
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