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Svizzera
Couchepin non vuole intervento statale nei premi malattia
Redazione
17 anni fa

Lo Stato non deve intervenire massicciamente nel controllo degli investimenti finanziari delle casse malattia. Lo ha ribadito oggi il ministro della sanità Pascal Couchepin in Consiglio nazionale, durante l'"ora delle domande". Bombardato da interrogativi sulla prossima esplosione dei costi, formulati anche dai deputati ticinesi Marina Carobbio Guscetti (PS) e Meinrado Robbiani (PPD), il consigliere federale ha dato prova di prudenza. Nel 2008, le casse hanno perso circa 800 milioni di franchi, con un tasso di riserva medio del 16%. Nel 2009, le perdite sono valutate a 1,4 miliardi con un tasso di riserva medio dell'8,7%, ossia al di sotto del minimo legale dell'11,5%. Nel 2010 sono previsti aumenti dei costi pari al 4-5%, ha indicato il ministro della sanità. I forti aumenti dei premi malattia per l'anno prossimo sono soprattutto dovuti al fatto che le casse hanno sottovalutato l'aumento dei costi, ha ribadito Couchepin. A suo modo di vedere, gli assicuratori malattia non hanno assunto rischi sconsiderati sul mercato degli investimenti. In questo campo è "difficile valutare le perdite", ha aggiunto. Quelle sui titoli sono ammontate a circa 100 milioni di franchi. Le perdite globali, "piuttosto moderate" secondo Pascal Couchepin, non sono il frutto di una strategia d'investimento spregiudicata e ad alto rischio, bensì sono imputabili alla crisi che colpisce in generale i mercati borsistici. Non vi è motivo per Couchepin che la Confederazione intervenga maggiormente. "Preferisco che i miei funzionari s'astengano dal dare consigli in materia d'investimenti finanziari", ha risposto il ministro della sanità, osservando che un ufficio federale non è più "geniale" di un banchiere o di uno specialista della finanza. Pascal Couchepin non ha nemmeno voluto addossare agli assicuratori l'errore "non straordinario" del 2% nella loro valutazione sull'aumento dei costi. Le casse malattia sono vicine al mercato. Se non sono in grado di prevederne l'evoluzione, i funzionari lo sono ancora meno, ha aggiunto Couchepin. Il Capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI) è stato prudente anche in fatto di riserve. La politica svolta dai suoi servizi, politica intesa ad armonizzare verso il 2012 le differenze cantonali, è "ragionevole e sufficiente". Non spetta allo Stato dettare i premi ai cantoni quando le riserve sono più elevate della media. Tuttavia, un assicuratore potrebbe vedersi respinte le proprie tariffe se non tiene conto delle raccomandazioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). In Ticino, dove le riserve sono superiori alla media - ha precisato Couchepin, rispondendo a Meinrado Robbiani - ci dovrebbe essere un aumento dei premi inferiore alla media. Pascal Couchepin ha inoltre assunto le difese delle casse a buon mercato. A suo modo di vedere, non vi è nulla di illegale se un assicuratore utilizza le proprie assicurazioni complementari per sovvenzionarle. "L'obiettivo principale non è di garantire una concorrenza all'acqua di rose tra assicuratori, bensì di fare in modo che gli assicurati di base paghino il meno possibile", ha sottolineato Couchepin. ATS

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