
Allo scopo di presentare un valido controprogetto all'iniziativa popolare sul paesaggio, la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) ha respinto ulteriori deroghe per le costruzioni fuori delle zone edificabili. Al voto finale, la modifica della Legge sulla pianificazione del territorio, oggetto già trattato dagli Stati, è stata accolta per 19 voti a 0 e 6 astensioni.
Inasprite le decisioni del Consiglio degli Stati
La maggioranza della commissione, spiega una nota odierna dei servizi parlamentari, intende perseguire l'obiettivo di stabilizzare il numero di edifici situati fuori delle zone edificabili. Per questo si è detta contraria a disposizioni derogatorie di più ampia portata ed ha inasprito singole decisioni del Consiglio degli Stati. Anche se con una maggioranza risicata - 13 a 12 - la CAPTE-N ha deciso di consentire a determinate condizioni la demolizione, la ricostruzione e l'ampliamento aziendale delle strutture ricettive erette fuori delle zone edificabili in conformità al diritto anteriore, ma non delle strutture della ristorazione.
Agricoltura e rustici
La commissione ha poi respinto la disposizione che autorizza come conformi gli edifici e gli impianti necessari per ulteriori utilizzazioni nella zona agricola. Diverse minoranze intendono definire conformi ulteriori attività affini all'agricoltura oppure ampliare le possibilità abitative in queste zone. La commissione intende anche sostenere gli impianti a biomassa agricoli: tali impianti devono poter essere usati dall'azienda agricola stessa o da quelle circostanti. In futuro le infrastrutture che devono essere ubicate fuori dalle zone edificabili dovranno essere, per quanto possibile, raggruppate insieme ad altre infrastrutture. La commissione intende inoltre disciplinare il diritto di chiedere il ripristino della situazione conforme alla legge per utilizzi non autorizzati fuori dalle zone edificabili, che dovrebbe decadere dopo 30 anni. Tale disposizione riguarda soprattutto i rustici, i mazot vallesani e i maiensässe grigionesi.

