
Mattone e cemento continuano a farla da padrone in Svizzera: secondo i dati pubblicati oggi dalla Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) il volume d'affari nel settore principale della costruzione ha raggiunto nei primi nove mesi dell'anno 12,6 miliardi di franchi, il 4% in più dello stesso periodo del 2006. Si tratta del valore più elevato da 17 anni a questa parte. Pure positive sono le prospettive a corto e medio termine: le riserve di lavoro sono infatti cresciute del 9,1% a 10,9 miliardi.Per quanto riguarda il solo terzo trimestre, il fatturato è risultato di 4,8 miliardi di franchi, in linea con il corrispondente periodo dell'anno scorso. Si nota comunque una differenza sostanziale per quanto riguarda il ramo di attività: l'edilizia registra una progressione del 2,1%, mentre il genio civile subisce una diminuzione del 3,3%. A tirare è soprattutto il mercato della costruzione privata: sebbene il giro d'affari relativo agli alloggi sia in leggero calo (-1,8%) presenta valori superiori a quelli del 2004 e del 2005.La SSIC sottolinea peraltro che nonostante il boom del settore la redditività delle aziende è sotto pressione, complici il rincaro delle materie prime e gli aumenti dei balzelli statali su trasporti ed energie (tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni e tassa sul CO2). Costruire è quindi più caro e la concorrenza non permette di ribaltare le spese supplementari sul committente. Come conseguenza numerose imprese non riescono a ricavare un reddito sufficiente dal loro lavoro, osserva l'organizzazione padronale.ATS
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